Sentenza n. 3433/2026 - Napoli, Sezione 1
per l'annullamento: a – del provvedimento n. -OMISSIS-, con il quale il Prefetto di Napoli ha assunto informativa interdittiva antimafia, in danno di-OMISSIS-, ai sensi degli artt. 84 e 91 D.Lgs. 159/2011; b – ove occorra, della comunicazione di avvio del procedimento, ai sensi dell’art. 92 co. 2 bis CAM del 15.11.2023; c - dei verbali del GIA n. -OMISSIS-; d - di tutti gli atti istruttori delle Autorità di P.S., a fondamento del provvedimento sub a) non conosciuti ed in particolare: d1 – della Relazione Finale del Gruppo Interforze sugli Appalti delle Grandi Opere Pubbliche relativo all’accesso esperito in data -OMISSIS- il cantiere “-OMISSIS-; d2 – delle note del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli prot. n. -OMISSIS-; d3 – della nota Sisma prot. n.-OMISSIS-; d4 – della nota della Questura di Napoli del -OMISSIS-; d5 – ove e per quanto occorra, del verbale GIA del -OMISSIS-; d6 – della nota della Questura di Napoli del -OMISSIS-e della nota di riscontro della Questura del Verbano Cusio Ossola -OMISSIS-; d7 – della nota del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna n.-OMISSIS-; d8 – della nota della Questura di Napoli prot. n. -OMISSIS-; e – di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e consequenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L’adozione, in sede di riesame, di un’informativa liberatoria ha fatto venir meno l’interesse attuale dell’impresa alla decisione di merito sull’originaria informativa interdittiva. Le spese e le competenze di giudizio sono state integralmente compensate, in considerazione dei giusti motivi rilevati dal Collegio e dell’assenza di opposizione dell’Amministrazione.
Atto impugnato: informativa interdittiva antimafia adottata dal Prefetto di Napoli, unitamente agli atti istruttori e presupposti
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa ha impugnato l’informativa interdittiva antimafia adottata ai sensi degli artt. 84 e 91 del d.lgs. 159/2011, nonché la comunicazione di avvio del procedimento, i verbali del Gruppo Interforze Antimafia e gli ulteriori atti istruttori delle autorità di pubblica sicurezza. La domanda cautelare era stata accolta ai fini del riesame del provvedimento. Nel corso del giudizio, l’impresa ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione, poiché, in sede di riesame, l’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli aveva adottato una nuova informativa di segno liberatorio. L’Amministrazione non si è opposta alla declaratoria di improcedibilità.
Norme richiamate
artt. 84 e 91 d.lgs. 159/2011
Norme indicate quali fondamento dell’informativa interdittiva antimafia impugnata; il giudice non ne esamina il merito, avendo dichiarato il ricorso improcedibile.
art. 92, comma 2-bis, d.lgs. 159/2011
Norma richiamata in relazione alla comunicazione di avvio del procedimento; il giudice non ne esamina il merito.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Norma posta a fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Norma richiamata, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati.
Massime di principio
- La sopravvenuta adozione, in sede di riesame, di un’informativa antimafia liberatoria fa venir meno l’interesse attuale alla decisione di merito sull’impugnazione della precedente informativa interdittiva, determinando l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- Quando la parte ricorrente dichiara il sopravvenuto difetto di interesse e l’amministrazione resistente non formula opposizione, il giudice può dichiarare l’improcedibilità del ricorso senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro l’atto originario.
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