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Sentenza

Sentenza n. 815/2026 - Latina, Sezione 2

quanto al ricorso n. 916 del 2025: per l'annullamento, previa istanza di tutela cautelare - dell'ordinanza n. -OMISSIS-, Prot. Gen. N. -OMISSIS-emessa dal Responsabile del Servizio Edilizia Privata e Abusivismo del Comune di -OMISSIS-; quanto al ricorso n. 259 del 2026: per l'annullamento - del provvedimento di diniego definitivo prot. n. -OMISSIS-, con cui il Responsabile dell'Ufficio Tecnico - Settore Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune di -OMISSIS- ha respinto la Richiesta di Permesso di Costruire per P.U.A. ai sensi degli artt. 57 e 57 bis della L.R. n. 38/99, presentata dal ricorrente con prot. n. -OMISSIS- in data -OMISSIS-; nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale e, in particolare: - del preavviso di diniego ai sensi dell'art. 10-bis della L. 241/1990, prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-; - del verbale istruttorio della Commissione Agraria del Comune di -OMISSIS- del -OMISSIS-; - ove occorra, degli atti di nomina e costituzione della predetta Commissione Agraria.

Giustizia amministrativa202600259

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione di opere abusive e diniego definitivo della richiesta di permesso di costruire per PUA in deroga

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Sono stati riuniti due ricorsi riguardanti una vicenda sostanzialmente unitaria. Con il primo ricorso è stata impugnata l'ordinanza comunale di demolizione relativa a opere realizzate su terreno agricolo, tra cui un nuovo accesso carrabile, tende destinate all'ospitalità, gazebo e strutture accessorie, chiusura parziale di un portico, copertura leggera, cambio di destinazione d'uso di locali, modifiche interne, opere per l'adduzione idrica e lo smaltimento delle acque reflue e un deposito metallico. Il ricorrente ha dedotto la violazione delle garanzie partecipative e il difetto di motivazione, sostenendo che l'ordinanza si fondasse su un mero richiamo alla relazione di sopralluogo e che il contraddittorio avrebbe consentito di dimostrare la regolarità degli interventi. Ha inoltre sostenuto che le opere fossero suscettibili di sanatoria. Con il secondo ricorso è stato impugnato il diniego definitivo della richiesta di permesso di costruire per PUA ai sensi degli artt. 57 e 57-bis della l.r. Lazio n. 38/1999, unitamente al preavviso di diniego, al verbale della Commissione Agraria e, ove occorrente, agli atti di nomina della commissione. Sono stati dedotti: l'illegittima costituzione della Commissione Agraria per mancato previo coinvolgimento delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative; difetto di attribuzione, incompetenza e sviamento; difetto di istruttoria, illogicità manifesta, travisamento dei fatti e violazione della l.r. n. 38/1999 per mancata considerazione dell'art. 55, comma 9-bis, relativo all'accertamento di conformità per opere realizzate da imprese agricole; difetto di motivazione e violazione dell'art. 3 l. n. 241/1990 per il richiamo al preavviso di diniego senza adeguata confutazione delle osservazioni del privato.

La decisione

Il TAR ha riunito i ricorsi ai sensi dell'art. 70 c.p.a., ritenendo sussistenti identità delle parti e connessione oggettiva. Ha respinto il ricorso contro l'ordinanza di demolizione. Dal verbale di sopralluogo congiunto è risultata la realizzazione di gran parte delle opere indicate nella domanda di PUA, nonché di ulteriori opere difformi dai titoli edilizi o prive di autorizzazione. L'ordine di demolizione è stato ritenuto legittimo perché consegue all'accertamento dell'abusività delle opere, costituisce atto vincolato e non lascia all'amministrazione margini di discrezionalità né quanto all'an né quanto al contenuto della sanzione. Per tale ragione non era necessaria la comunicazione di avvio del procedimento. La motivazione è stata ritenuta sufficiente, essendo basata sulla descrizione delle opere abusive e della loro difformità o assenza di titolo. È stata respinta anche la censura relativa alla possibile sanatoria, poiché non risultava presentata alcuna istanza di sanatoria; in mancanza di tale istanza, l'ordinanza di demolizione deve essere eseguita. Il rigetto dell'impugnazione dell'ordinanza ha inoltre consolidato la ragione sostanziale posta a fondamento del diniego del permesso di costruire per PUA, ritenuto autonomamente sorretto dall'accertata abusività delle opere, senza necessità di esaminare gli ulteriori motivi contro il diniego. Il motivo sulla Commissione Agraria è stato esaminato e respinto: il Comune aveva interpellato Coldiretti, Confagricoltura e l'Ordine degli Agronomi e Dottori Forestali, ma solo Coldiretti aveva trasmesso nominativi e curricula; la scelta dei componenti tra gli esperti indicati da tale organizzazione, previa acquisizione della disponibilità, è stata ritenuta conforme all'art. 57, comma 6, della l.r. n. 38/1999. Ricorsi respinti e spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    Richiamato nell'ordinanza di demolizione quale disciplina delle sanzioni conseguenti all'inottemperanza spontanea all'ordine di demolizione.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Richiamato per delimitare gli effetti dell'accoglimento dell'appello cautelare, finalizzato alla sollecita trattazione del merito senza anticipare la decisione sulla legittimità delle opere.

  • art. 70 c.p.a.

    Consente la riunione dei ricorsi connessi; il TAR lo applica in presenza delle stesse parti e di una vicenda sostanzialmente unitaria.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Richiamato quale base del preavviso di diniego emesso nel procedimento relativo alla richiesta di permesso di costruire per PUA.

  • art. 3 l. 241/1990

    Invocato dal ricorrente in relazione al difetto di motivazione del diniego; la censura non è stata esaminata nel merito perché il diniego risultava comunque autonomamente sorretto dall'abusività delle opere.

  • art. 57 l.r. Lazio n. 38/1999

    Disciplina il Piano di Utilizzazione Aziendale e, al comma 6, la procedura di individuazione degli esperti della Commissione Agraria.

  • art. 57-bis l.r. Lazio n. 38/1999

    Richiamato quale base normativa della richiesta di permesso di costruire per PUA.

  • art. 55, comma 9-bis, l.r. Lazio n. 38/1999

    Invocato dal ricorrente per sostenere la possibilità di presentare un accertamento di conformità per opere realizzate da imprese agricole; la relativa censura è rimasta assorbita dal rigetto fondato sull'accertata abusività delle opere e sull'assenza di una concreta istanza di sanatoria.

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione conseguente all'accertamento dell'abusività di opere edilizie è un provvedimento vincolato: l'amministrazione non dispone di margini di discrezionalità né sull'adozione né, in via ordinaria, sul contenuto della sanzione.
  • In quanto atto vincolato, l'ordine di demolizione non richiede la comunicazione di avvio del procedimento una volta accertate le condizioni per l'irrogazione della sanzione edilizia.
  • La motivazione dell'ordine di demolizione è adeguata quando descrive le opere abusive e indica la loro difformità dai titoli edilizi o la loro realizzazione in assenza di titolo; non è necessaria una motivazione ulteriore parametrata all'affidamento del destinatario se tali elementi risultano puntualmente accertati.
  • La mera astratta possibilità di sanatoria non impedisce l'esecuzione dell'ordine di demolizione: il destinatario deve presentare una specifica istanza di sanatoria, la cui assenza consente all'amministrazione di procedere all'esecuzione dell'ordinanza.
  • Quando l'illegittimità edilizia delle opere è definitivamente accertata nel giudizio sull'ordine di demolizione, tale accertamento può sorreggere autonomamente il diniego di un titolo edilizio richiesto per un PUA, rendendo superfluo l'esame degli ulteriori motivi rivolti contro il diniego.
  • Ai fini della costituzione della Commissione Agraria prevista dalla normativa regionale, è conforme alla legge interpellare le organizzazioni professionali e gli ordini rappresentativi competenti e procedere alla nomina tra gli esperti indicati dall'organizzazione che abbia riscontrato l'invito, quando le altre organizzazioni interpellate non abbiano trasmesso nominativi.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPiani attuativi e lottizzazioniTitoli abilitativi ediliziPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di motivazionePartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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