Cassazione Penale, Ordinanza n. 11854/2026 del 30/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (imputato)
La controversia
Il provvedimento impugnato aveva rideterminato, in sede esecutiva, la pena inflitta a un condannato per un reato in materia di stupefacenti ex art. 73 d.P.R. 309/1990, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 40 del 2019, che aveva dichiarato illegittimo il minimo edittale di anni otto di reclusione, sostituendolo con anni sei. Il pubblico ministero ricorrente ha dedotto violazione di legge sostenendo che l'art. 2, comma 4, c.p. impedirebbe l'applicazione retroattiva delle pronunce di illegittimità costituzionale, sicché non sarebbe consentita la rideterminazione della pena per fatti commessi prima della modifica della cornice edittale. Il Procuratore generale ha chiesto l'inammissibilità del ricorso, conclusione condivisa dalla difesa con memoria; la Corte ha ritenuto invece manifestamente infondate le censure.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del pubblico ministero perché manifestamente infondato. Ha affermato che, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 40 del 2019, la pena inflitta sulla base della previgente cornice sanzionatoria dell'art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990 deve considerarsi illegale, e ciò giustifica la rideterminazione anche per fatti commessi anteriormente al 30 dicembre 2005. Non vi è stata quindi alcuna revoca della rideterminazione della pena disposta dal giudice dell'esecuzione.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
La cornice sanzionatoria previgente è divenuta illegale nella parte relativa al minimo edittale a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale; la pena va quindi rideterminata anche per fatti anteriori al 30 dicembre 2005.
art. 2, comma 4, c.p.
La Corte esclude che tale norma impedisca, nel caso concreto, la rideterminazione della pena conseguente alla declaratoria di illegittimità costituzionale della disciplina sanzionatoria.
sentenza Corte costituzionale n. 40 del 2019
Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990 nella parte relativa al minimo edittale, determinando l'illegalità della pena applicata sulla base della cornice precedente.
Sez. 1, n. 20878 del 21/03/2023, Pmt, Rv. 284715 - 01
È richiamata come precedente conforme: dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 40 del 2019, la pena inflitta sulla base della previgente cornice edittale è illegale anche per fatti commessi in epoca precedente al 30 dicembre 2005.
Massime di principio
- Quando una sentenza della Corte costituzionale incide sul minimo edittale di una fattispecie incriminatrice, la pena già inflitta sulla base della cornice sanzionatoria dichiarata illegittima diviene illegale e può essere rideterminata in sede esecutiva.
- L'art. 2, comma 4, c.p. non può essere invocato per conservare una pena fondata su una cornice edittale successivamente dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, se la nuova disciplina rende la pena applicata incompatibile con la legalità sopravvenuta.
- La declaratoria di illegittimità costituzionale relativa al trattamento sanzionatorio esplica effetti anche su fatti commessi anteriormente alla data indicata come spartiacque dalla modifica normativa, quando la pena eseguita sia stata determinata in base al minimo edittale espunto.
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