Sentenza n. 1388/2026 - Firenze, Sezione 1
per l'esecuzione alla sentenza n. 384/2023 del Tribunale di Lucca, Sezione Lavoro, pubblicata in data 20/12/2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Lucca, Sezione Lavoro, n. 384/2023, passata in giudicato, relativa al riconoscimento della carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti precarie)
Prevale il privato
La controversia
Le ricorrenti hanno chiesto l'ottemperanza alla sentenza n. 384/2023 del Tribunale di Lucca, che aveva accertato il loro diritto alla carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022, con attribuzione di euro 500 per ciascun anno, e aveva ordinato l'accredito delle somme secondo le modalità previste per i docenti di ruolo. La sentenza civile è stata notificata al Ministero ai fini esecutivi il 19 gennaio 2024, è passata in giudicato il 29 gennaio 2025 ed è decorso il termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996. Poiché il Ministero non aveva dato esecuzione al giudicato, le ricorrenti hanno domandato l'accredito di euro 1.000 ciascuna, oltre agli interessi legali, nonché la nomina di un commissario ad acta per l'eventuale persistente inadempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che la sentenza del giudice del lavoro era passata in giudicato, che erano stati rispettati gli adempimenti preliminari e il termine dilatorio per l'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione e che non risultava intervenuta l'esecuzione da parte del Ministero. Ha quindi ordinato al Ministero di accreditare, mediante la carta del docente, a ciascuna ricorrente euro 500 per ciascuno degli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022, entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza. Ha escluso gli interessi legali, poiché non erano menzionati nel dispositivo della sentenza civile da eseguire. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza nei sessanta giorni successivi ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, con facoltà di delega. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800 oltre oneri e accessori, da distrarsi in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
È la base normativa del beneficio della carta elettronica del docente riconosciuto dal giudicato civile posto in esecuzione.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996
Impone il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni prima dell'avvio dell'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione; il TAR ne ha verificato il rispetto.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è ammissibile per ottenere l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato nei confronti di una pubblica amministrazione, quando siano stati rispettati gli adempimenti esecutivi e il termine dilatorio previsto dalla legge.
- In sede di ottemperanza, il giudice amministrativo deve ordinare all'amministrazione di eseguire integralmente il comando contenuto nel dispositivo del giudicato, fissando un termine per l'adempimento e prevedendo, in caso di persistente inerzia, l'intervento sostitutivo di un commissario ad acta.
- Gli interessi legali non possono essere riconosciuti in sede di ottemperanza se il dispositivo della sentenza posta in esecuzione non li ha contemplati, poiché il giudizio di ottemperanza non può ampliare il contenuto del giudicato.
- Il commissario ad acta può essere nominato già nella sentenza di ottemperanza per provvedere, entro il termine stabilito, agli adempimenti sostitutivi in caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione.
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