Sentenza n. 6162/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata 22 luglio 2024, n. 403.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Basilicata che aveva dichiarato inammissibili per difetto di interesse le domande relative alla formazione del silenzio-assenso sul concerto del Ministero della cultura e all’annullamento di atti del procedimento di VIA, incluso il parere sfavorevole della Soprintendenza
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni statali)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha proposto appello contro la sentenza del TAR Basilicata n. 403 del 22 luglio 2024, che aveva dichiarato inammissibili per difetto di interesse le domande dirette ad accertare la formazione del silenzio-assenso sul concerto del Ministero della cultura nell’ambito del procedimento di VIA relativo a un impianto agrivoltaico e ad annullare alcuni atti dello stesso procedimento, tra cui il parere sfavorevole della Soprintendenza speciale per il PNRR. Nel corso del giudizio d’appello, il procedimento di VIA è stato definito dal Consiglio dei Ministri con giudizio favorevole con prescrizioni. La società ha inoltre dichiarato di non avere più interesse alla decisione, dando atto anche del conseguimento dell’autorizzazione unica dell’impianto, formatasi per silenzio-assenso.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La sopravvenuta conclusione favorevole del procedimento di VIA e il conseguimento dell’autorizzazione unica hanno fatto venir meno l’interesse della società alla decisione; tale esito è stato espressamente dichiarato dall’appellante. Il giudice ha ribadito che, in presenza di una dichiarazione espressa di sopravvenuto disinteresse e in assenza di repliche o richieste contrarie, il principio dispositivo in senso ampio impedisce al giudice di decidere nel merito d’ufficio o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. Le spese del grado sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 38 c.p.a.
Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili.
Massime di principio
- Quando, nel corso del processo amministrativo, la parte ricorrente o appellante dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice deve prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse e dichiarare l’improcedibilità, purché non risultino repliche o richieste contrarie delle altre parti.
- Il giudice amministrativo non può decidere d’ufficio il merito della controversia né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, poiché nel processo amministrativo opera, in tale ambito, il principio dispositivo in senso ampio.
- La sopravvenuta definizione favorevole del procedimento amministrativo controverso e il conseguimento del risultato sostanziale perseguito dal ricorrente fanno venir meno l’interesse alla decisione sull’impugnazione degli atti precedenti, determinando l’improcedibilità del ricorso o dell’appello.
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