Sentenza del 22/01/2018 n. 295 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
REGISTRO, IPOTECARIE E CATASTALI - Società - Fideiussore - Atto dell'autorità giudiziaria - Condanna al pagamento di somme - Misura fissa - Obbligo solidale nei confronti del fisco - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società contestava la tassazione, ai fini dell'imposta di registro, di un provvedimento giudiziario che la condannava al pagamento di somme, sostenendo che la propria posizione di fideiussore dovesse incidere sull'individuazione del soggetto tenuto al pagamento dell'imposta o sulla misura del tributo. La questione riguardava, in particolare, l'applicazione dell'imposta di registro in misura fissa e la responsabilità solidale delle parti nei confronti dell'amministrazione finanziaria.
La decisione
La pretesa della società è stata respinta. La sua qualità di fideiussore è stata ritenuta irrilevante nei rapporti con il fisco: essa può rilevare soltanto nei rapporti interni tra le parti, ai fini dell'eventuale ripartizione dell'onere tributario. Nei confronti dell'Agenzia delle Entrate, tutte le parti dell'atto giudiziario sono solidalmente obbligate al pagamento dell'imposta di registro ai sensi dell'art. 57 del d.P.R. n. 131/1986. Il provvedimento giudiziario di condanna al pagamento di somme è quindi soggetto a imposta di registro in misura fissa, senza che la qualifica di fideiussore escluda o riduca l'obbligazione tributaria solidale.
Norme richiamate
d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 57
Le parti contraenti o interessate all'atto sono solidalmente obbligate al pagamento dell'imposta di registro nei confronti dell'amministrazione finanziaria. Gli eventuali accordi interni sulla ripartizione dell'onere non sono opponibili al fisco.
d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 40
Disciplina il rapporto tra imposta di registro e operazioni soggette a IVA, secondo il principio di alternatività, nei limiti applicabili al caso esaminato.
d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 56
Richiamato nel quadro della disciplina dell'imposta di registro e degli obblighi connessi all'atto registrato.
d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, artt. 1, 3 e 10
Norme in materia di presupposto, operazioni rilevanti ed esenzioni IVA, richiamate in relazione al coordinamento tra IVA e imposta di registro.
Massime di principio
- La qualifica sostanziale di una parte, come quella di fideiussore, non elimina di regola la responsabilità solidale per l'imposta di registro quando la legge individua tutte le parti dell'atto come obbligate verso il fisco.
- Gli accordi contrattuali o i rapporti interni possono stabilire chi debba sopportare definitivamente il costo dell'imposta, ma non impediscono all'amministrazione finanziaria di chiedere il pagamento a ciascun coobbligato solidale.
- Quando un provvedimento giudiziario contiene una condanna al pagamento di somme, la tassazione deve essere valutata in base alla natura e al contenuto dell'atto, non soltanto in base al ruolo processuale o negoziale della parte obbligata.
- Il coobbligato che paga l'intera imposta può eventualmente rivalersi nei rapporti interni contro gli altri soggetti tenuti a contribuire, ma tale questione è distinta dalla debenza del tributo nei confronti dell'erario.
- La misura fissa dell'imposta, ove prevista per il provvedimento giudiziario considerato, riguarda la modalità di quantificazione del tributo e non esclude l'obbligazione solidale dei soggetti individuati dalla legge.
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