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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33820/2024 del 05/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Piscopo proponeva ricorso avverso il rigetto della richiesta di misure alternative (artt. 47, 50, 47-ter Ord. pen.). Denunciava plurimi vizi: mancata considerazione della memoria difensiva depositata oltre il termine dei cinque giorni, omissione di valutazione di documenti allegati (tra cui provvedimento di rettifica del PM su fine pena), travisamento e omessa valutazione dell'informativa della Tenenza Carabinieri di Cercola e di altri elementi emersi in istruttoria. Sosteneva inoltre che non era stato condannato per l'art. 416-bis cod. pen. ma per estorsione aggravata ai sensi dell'art. 416-bis.1, che avrebbe diversa portata ostativa, e che il suo comportamento intramurario e le iniziative di reinserimento rendevano possibile concedere le misure alternative.

La decisione

La Corte di legittimita' ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto legittimo che il Tribunale di sorveglianza non abbia considerato la memoria depositata oltre il termine di cinque giorni previsto dall'art. 127 cod. proc. pen., salvo che le argomentazioni siano state comunque svolte oralmente in udienza. Ha inoltre ritenuto congrua la valutazione del Tribunale circa le informazioni investigative (nota dei Carabinieri) e le condotte recenti di evasione e sottrazione alla cattura; ha ricordato che il giudizio sulle misure alternative e' prognostico e puo' fondarsi anche su fonti di polizia non definitive, purché diano circostanze specifiche. Ha considerato non decisiva la rettifica dell'ordine di esecuzione relativa alla qualificazione della condanna ostativa, essendo comunque emersa la condanna per estorsione aggravata ai sensi dell'art. 416-bis.1 e fatti negativi recenti. Il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 47 Ordinamento penitenziario

    Disciplina le misure alternative alla detenzione e i requisiti di meritevolezza per la loro concessione; il giudizio e' prognostico e si basa sull'esame della personalita' e del trattamento individualizzato

  • art. 47-ter Ordinamento penitenziario

    Prevede specifiche disposizioni per l'accesso ad alcune misure alternative, armonizzandosi con il criterio della meritevolezza

  • art. 50 Ordinamento penitenziario

    Regola modalita' e condizioni di applicazione delle misure alternative; la valutazione del giudice deve considerare elementi di rischio e di recupero

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Stabilisce il termine dei cinque giorni antecedenti l'udienza per il deposito di memorie e documenti; il deposito tardivo puo' legittimare il giudice a non prenderne cognizione salvo che le argomentazioni siano state comunque illustrate in udienza

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Prevede la nullita' nei casi di violazione del diritto al contraddittorio; una memoria tardiva puo' essere considerata lesiva del contraddittorio se impedisce la sua valutazione, salvo che le stesse argomentazioni siano state comunque portate in udienza

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Dispone la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso

  • art. 416-bis cod. pen.

    Delitto associativo di stampo mafioso; la sussistenza di partecipazione a struttura mafiosa e' elemento rilevante ai fini ostativi, ma, ai fini del giudizio sulle misure alternative, anche indizi e riferimenti investigativi non definitivi possono essere valutati se specifici

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante che qualifica taluni reati (es. estorsione) come commessi con modalita' o finalita' connesse alla criminalita' organizzata; la condanna per estorsione aggravata ai sensi di questa norma e' stata ritenuta significativa nel giudizio applicativo

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 73

    Norma sul traffico di stupefacenti, presente nel titolo esecutivo come reato per il quale il ricorrente ha carichi

Massime di principio

  • Depositare memorie e documenti nei termini: il deposito oltre i cinque giorni antecedenti l'udienza puo' legittimare il rigetto della loro valutazione; se si intende far valere elementi nuovi e determinanti, va rispettato il termine o illustrati oralmente in udienza con evidenza
  • Il giudice delle misure alternative compie un giudizio prognostico: non e' richiesta la prova di una completa revisione critica del passato, ma la presenza di elementi attuali e positivi che consentano un'affidabile previsione di ridotto rischio di recidiva
  • Le informazioni provenienti da organi di polizia sono valutabili anche se non corroborate da condanne definitive, purché contengano circostanze specifiche e concrete; il Tribunale non e' obbligato a compiere accertamenti supplementari se tali risultanze rivelano l'inidoneita' della misura richiesta
  • La rettifica formale di un titolo esecutivo (es. qualificazione del reato ostativo) puo' attenuare ma non necessariamente mutare l'esito: conta il quadro complessivo dei fatti e delle condanne emerse, comprese aggravanti e condotte recenti
  • Se si contestano valutazioni su condotte (es. evasioni, sottrazione all'esecuzione), e' utile produrre documentazione probatoria specifica che dimostri l'assenza o la non attualita' di tali comportamenti, poiche' argomentazioni generiche risultano meno persuasive
  • In procedimenti di esecuzione il rispetto del contraddittorio e dei termini procedurali e' essenziale: eventuali violazioni vanno specificamente dedotte e provate per ottenere la rilevazione di nullita' processuali

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