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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17334/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di conferma dell'assoluzione e della declaratoria di estinzione per prescrizione, sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente escluso i delitti di estorsione contestati a Sergio Branca. I ricorrenti hanno dedotto che la richiesta di una provvigione di euro 80.000,00 da parte di Branca, già all'inizio del rapporto, costituisse una pretesa illecita e una costrizione all'autonomia negoziale dell'appaltatore, configurando pertanto l'estorsione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il giudice d'appello avesse esaminato compiutamente la prova e legittimamente concluso che non vi fu costrizione: gli elementi indicavano un accordo di collaborazione e il pagamento di somme come compenso per attività di intermediazione. Le censure dei ricorrenti sono state giudicate generiche e dirette a rimettere in discussione la valutazione del fatto, non opponendosi in modo specifico alla motivazione impugnata. Perciò i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per sanzionare i ricorrenti per la proposizione di ricorsi inammissibili mediante condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende

  • Giurisprudenza - Sez. 6, n. 20377 dell'11/3/2009

    Sez. 6, n. 20377 dell'11/3/2009, Rv. 243838

    Principio secondo cui il ricorso per cassazione deve contenere critiche specifiche e argomentate contro la motivazione impugnata; deduzioni generiche non ottemperano a tale obbligo

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 47289 del 24/9/2003

    Sez. U, n. 47289 del 24/9/2003, Rv. 226074

    Principio che vieta alla Corte di Cassazione di riesaminare il merito probatorio e le valutazioni di fatto compiute dai giudici del merito salvo vizi di diritto

Massime di principio

  • Per configurare il reato di estorsione occorre prova di costrizione (violenza o minaccia) che elimini la libera autodeterminazione della vittima; richieste di pagamento che risultano da un accordo volontario possono essere ricondotte a compensi o provvigioni legittime
  • La datazione tardiva della denuncia rispetto all'inizio dei rapporti può indebolire l'allegazione di costrizione morale, se non accompagnata da elementi che dimostrino la persistenza della coazione
  • In Cassazione occorre sollevare vizi di diritto e critiche specifiche alla motivazione; la mera richiesta di una diversa valutazione delle prove non è sufficiente e determina l'inammissibilità
  • Ricorsi infondati o inammissibili possono comportare sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; chi impugna deve pertanto valutare la concretezza delle censure prima di proporre ricorso
  • La qualificazione di somme come provvigione o compenso piuttosto che come prezzo estorto dipende dalla valutazione complessiva delle prove e delle modalità contrattuali, non da singole pretese isolate

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