Cassazione Penale, Sentenza n. 2553/2023 del 20/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha confermato il riconoscimento della continuazione ma ha annullato l'ordinanza limitatamente al trattamento sanzionatorio, ritenendo illegittimo l'aumento di pena per il reato satellite che eccedeva la misura fissata nella sentenza di cognizione. Ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al GIP del Tribunale di Reggio Emilia unicamente sul profilo della determinazione della pena.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza con cui il GIP, riconosciuta la continuazione tra più condanne, aveva rideterminato la pena complessiva incrementando la pena relativa alla sentenza del 2 marzo 2017 (sentenza sub 3) da 10 mesi a 1 anno di reclusione). Il motivo di ricorso denunciava violazione di legge (art.671 cod. proc. pen.) e vizio di motivazione, sostenendo che il giudice dell'esecuzione non poteva fissare per il reato "satellite" un aumento superiore a quanto già stabilito dal giudice della cognizione.
Norme richiamate
art. 671 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla domanda di riconoscimento della continuazione e alla competenza del giudice dell'esecuzione nel rideterminare gli effetti; nella pratica interpretata insieme alla giurisprudenza come limitativa della potestà del giudice dell'esecuzione nella quantificazione degli aumenti per reati satellite
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Criteri di ammissibilità e motivazione del ricorso per cassazione invocati dal ricorrente (violazione di legge e vizio di motivazione/contraddittorietà)
art. 73 d.P.R. 309/90 (comma quinto)
Norma sostanziale che disciplina i reati in materia di stupefacenti, citata come titolo delle condanne considerate ai fini della continuazione
artt. 56, 628 cod. pen. (citati nella sentenza)
Riferimento alle norme penali applicate in una delle sentenze aggregate; usate per identificare il reato satellite oggetto di specifica misura detentiva
Giurisprudenza: Sez. U., n. 6296 del 24/11/2016 e Sez. 1, n. 44240 del 18/6/2014
Principio consolidato secondo cui il giudice dell'esecuzione, nel determinare gli aumenti per reati "satellite", non può fissare aumenti in misura superiore a quelli stabiliti dal giudice della cognizione nella sentenza irrevocabile
Massime di principio
- Il riconoscimento della continuazione può essere disposto dal giudice dell'esecuzione, ma la determinazione della pena complessiva deve rispettare i limiti quantitativi degli aumenti fissati nelle singole sentenze di cognizione.
- Il giudice dell'esecuzione non può aumentare la misura dell'inflizione relativa a un reato satellite oltre quanto già determinato dal giudice della cognizione; se lo fa l'ordinanza è annullabile in cassazione limitatamente al trattamento sanzionatorio.
- In presenza di più condanne, la pena-base è costituita dalla pena più grave e le ulteriori condanne concorrono con gli aumenti nei limiti stabiliti dalle rispettive sentenze; non è possibile ricostruire ex novo aumenti maggiori rispetto a quelli già fissati.
- Il mezzo impugnatorio adeguato per contestare violazioni di legge o vizi di motivazione nell'ordinanza del giudice dell'esecuzione è il ricorso per cassazione fondato sugli artt. 606 e segg.; l'annullamento può essere limitato alla sola determinazione sanzionatoria lasciando inalterato il riconoscimento della continuazione.
- Quando si assiste a una discrepanza tra la misura delle pene fissata dal giudice della cognizione e la rideterminazione operata dal giudice dell'esecuzione, è opportuno chiedere espressamente in motivazione la correzione o, se necessario, l'annullamento parziale con rinvio.
- Un avvocato non cassazionista può comunque proporre ricorso in Cassazione tramite un sostituto iscritto all'albo speciale, come previsto dalla prassi citata nella sentenza.
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