Ordinanza n. 735/2026 - Ancona, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego dell’istanza di assegnazione temporanea presso Trapani o altra sede utile entro 150 km da Trapani
Esito
La controversia
Il ricorrente aveva chiesto il trasferimento temporaneo a Trapani e, mediante memoria presentata ai sensi dell’art. 10-bis l. 241/1990, aveva esteso la richiesta ad altra sede utile nel raggio di 150 km da Trapani. Il diniego impugnato sembra avere esaminato soltanto la possibilità di trasferimento presso la sede di Trapani. L’amministrazione ha sostenuto nei propri scritti difensivi di avere considerato anche Palermo, ma tale sede non risulta menzionata nel provvedimento definitivo. Il giudice ha rilevato, inoltre, che non emerge un esame completo di tutte le possibilità comprese nel raggio richiesto e che non è stato chiarito se la distanza dovesse essere calcolata in linea d’aria o secondo una misura chilometrica diversa.
La decisione
Il TAR non ha ancora deciso la domanda cautelare né il merito del ricorso. Ha ritenuto necessario acquisire chiarimenti istruttori sull’effettiva valutazione, da parte dell’amministrazione, della possibilità di trasferimento in una sede situata entro 150 km da Trapani, precisando che il raggio deve essere considerato in linea d’aria. Ha quindi ordinato al responsabile del procedimento presso lo Stato Maggiore dell’Esercito di depositare, entro 30 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, una relazione di chiarimenti secondo le modalità del processo amministrativo telematico. La trattazione dell’istanza cautelare è stata rinviata alla camera di consiglio dell’8 luglio 2026.
Norme richiamate
art. 33, comma 5, l. 104/1992
È la disposizione invocata dal militare quale fondamento dell’istanza di assegnazione temporanea presso Trapani o altra sede utile.
art. 10-bis l. 241/1990
È richiamato con riferimento alla memoria mediante la quale il ricorrente ha esteso la richiesta ad altra sede utile entro il raggio di 150 km da Trapani.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito il presupposto, insieme alla disciplina europea sulla protezione dei dati, per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato quale ulteriore presupposto per la tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Quando il privato estende, nel corso del procedimento, la richiesta amministrativa a una pluralità di sedi o alternative espressamente individuate, il provvedimento conclusivo deve dare conto dell’esame effettivo e completo di tutte le opzioni richieste, non soltanto di quella originaria o principale.
- La mera precisazione contenuta negli scritti difensivi dell’amministrazione non sostituisce, ai fini della verifica della legittimità del provvedimento, la motivazione dell’atto conclusivo quando l’opzione alternativa non risulta esaminata o menzionata nel diniego.
- Quando una richiesta amministrativa è formulata mediante un parametro territoriale o chilometrico, l’amministrazione deve chiarire il criterio di misurazione utilizzato e applicarlo coerentemente all’intero ambito della domanda.
Come è indicizzato
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