Sentenza n. 456/2026 - Napoli, Sezione 4
per l'annullamento a) determinazione dirigenziale dell’Area Educazione del Comune di Napoli n. 3 del 21.07.2025, con cui il medesimo Comune ha disposto l’aggiudicazione definitiva dei dieci lotti oggetto della su citata gara in favore dei seguenti operatori economici (i) RTI A&C Private/Turrini ristorazione s.r.l.: lotti 1 e 4; ii) Vivenda S.p.a.: lotti 2 e 5; iii) Sodexo Italia S.p.a: lotti 3 e 9; iv) Serenissima ristorazione S.p.a.: lotti 6 e 10; v) EP S.p.a.: lotti 7 e 8 b) ove occorrer possa, della documentazione di gara e, segnatamente, del capitolato d'oneri allegato alla lettera d'invito per la partecipazione all'appalto (cfr. doc. 4) e del relativo capitolato tecnico; nonché per il risarcimento dei danni subiti e subendi c) sia mediante reintegrazione in forma specifica con subentro nell'esecuzione del servizio e nel contratto, ove stipulato; d) sia mediante ristoro per equivalente nella misura da quantificare in corso di causa, fatta salva la valutazione equitativa dell'Ill.mo TAR adito.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: aggiudicazione definitiva dei dieci lotti della gara per il servizio di refezione scolastica mediante accordi quadro
Esito
Favorevole al resistente (stazione appaltante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ricorrente ha impugnato l'aggiudicazione definitiva dei dieci lotti della procedura indetta dal Comune di Napoli per l'affidamento del servizio di refezione scolastica destinato agli asili nido, alle scuole dell'infanzia e alle scuole primarie e secondarie di primo grado, nonché, ove occorresse, la documentazione di gara. Ha dedotto la violazione degli artt. 1, 3 e 58 del d.lgs. 36/2023 in relazione al vincolo di aggiudicazione, fissato in un massimo di due lotti anziché in uno solo come nella precedente gara triennale; l'illegittima mancata individuazione già in gara del centro di cottura e delle sue caratteristiche, essendo sufficiente l'impegno dei concorrenti a dotarsene prima della stipula; l'illogicità dei criteri di attribuzione del punteggio relativi al piano di trasporto e all'organizzazione del centro di cottura; la distonia dei criteri di valutazione delle offerte rispetto alla normativa di settore; nonché l'incompetenza dei componenti della commissione giudicatrice, in violazione dell'art. 93 del d.lgs. 36/2023. Nel corso del giudizio il TAR aveva sottoposto alle parti anche la possibile inammissibilità del ricorso per carenza di interesse, avuto riguardo alla posizione della ricorrente nei diversi lotti e alla durata della gara. La ricorrente aveva rinunciato alla domanda cautelare e, con memoria del 19 dicembre 2025, aveva dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i vizi dedotti contro l'aggiudicazione e la lex specialis. Ha ritenuto decisiva l'espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio e, applicando il principio della ragione più liquida, ha ritenuto di poter soprassedere rispetto alla questione, logicamente prioritaria, della possibile inammissibilità originaria per carenza di interesse ad agire. La rinuncia alla domanda cautelare è stata rilevata nel corso del giudizio. Le spese sono state integralmente compensate tra tutte le parti.
Norme richiamate
art. 59, comma 3, d.lgs. 36/2023
La gara riguardava l'affidamento del servizio mediante accordi quadro; la disposizione è richiamata per qualificare la procedura oggetto di impugnazione.
art. 1 d.lgs. 36/2023
Richiamato tra i parametri normativi che la ricorrente assumeva violati in relazione alla disciplina del vincolo di aggiudicazione e alla struttura della gara; il giudice non ha esaminato nel merito la censura.
art. 3 d.lgs. 36/2023
Richiamato tra i parametri normativi posti a fondamento delle censure sulla gara; il giudice non ha esaminato nel merito la censura.
art. 58 d.lgs. 36/2023
Richiamato tra i parametri normativi posti a fondamento della contestazione del vincolo di aggiudicazione e della suddivisione in lotti; il giudice non ha esaminato nel merito la censura.
art. 93 d.lgs. 36/2023
Richiamato quale parametro della censura relativa all'incompetenza dei componenti della commissione giudicatrice; la censura non è stata esaminata per l'improcedibilità del ricorso.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Applicato per dichiarare l'improcedibilità del ricorso a seguito del sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento insieme all'art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.; la sentenza dichiara l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
Massime di principio
- La dichiarazione espressa della parte ricorrente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, quando non emergano ragioni per una decisione nel merito.
- In applicazione del principio della ragione più liquida, il giudice amministrativo può definire il giudizio sulla base della sopravvenuta carenza di interesse senza esaminare una questione di possibile inammissibilità originaria del ricorso, anche quando quest'ultima sia logicamente prioritaria.
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