Sentenza n. 2732/2023 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per la riforma della sentenza del T.A.R. Campania – Napoli, sez. V, n. 678/2015, resa tra le parti
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza contingibile e urgente che imponeva l'immediata esecuzione di opere provvisionali di messa in sicurezza di un costone tufaceo soggetto a smottamenti
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato la sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di messa in sicurezza. Ha dedotto error in iudicando, violazione e falsa applicazione della l. n. 183/1989, violazione della l. n. 241/1990 ed eccesso di potere per erroneità dei presupposti e difetto di istruttoria. In particolare, ha contestato di essere proprietaria o detentrice del costone tufaceo dal quale si erano distaccati alcuni massi, precisando che la particella di sua proprietà riguardava il frutteto antistante il fabbricato rurale e non il costone. Ha inoltre sostenuto che, in assenza di prova della proprietà o della materiale disponibilità del costone, gli interventi di consolidamento avrebbero dovuto rientrare nelle competenze delle pubbliche amministrazioni. Gli accertamenti comunali non avevano chiarito né la provenienza dei massi né la proprietà o la disponibilità materiale dell'area pericolosa; inoltre, tra l'accertamento dell'ottobre 2013 e l'ordinanza del febbraio 2014 era decorso un periodo incompatibile con l'omesso svolgimento di verifiche più approfondite.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello e riformato la sentenza del TAR, accogliendo il ricorso di primo grado e annullando l'ordinanza. Ha chiarito che il destinatario di un'ordinanza contingibile e urgente diretta alla messa in sicurezza non deve necessariamente essere il proprietario dell'area, essendo sufficiente la materiale disponibilità della stessa, che costituisce presupposto necessario e sufficiente per imporre gli interventi, ferma la possibilità di rivalsa nei confronti del proprietario. Tuttavia, l'amministrazione deve indicare con precisione, sulla base di fatti diligentemente accertati, la ragione della legittimazione passiva del destinatario. Nel caso concreto, la proprietà del frutteto non dimostrava la proprietà o la disponibilità del costone tufaceo. Gli accertamenti non avevano superato l'incertezza circa la provenienza dei massi e la titolarità o disponibilità materiale del costone, che appariva riferibile a una pluralità di proprietà e rispetto al quale esistevano terreni più vicini di quello della società. Il decorso di circa quattro mesi tra l'accertamento e l'ordinanza imponeva inoltre un'indagine più completa sulla consistenza dominicale delle aree. L'ordinanza si risolveva quindi in una surrettizia traslazione sul privato di doveri di intervento pubblico. Il Comune è stato condannato alla rifusione delle spese del doppio grado, liquidate in 9.000 euro oltre accessori.
Norme richiamate
l. n. 183/1989
la difesa ed il consolidamento dei versanti e delle aree instabili, nonché la difesa degli abitati contro i fenomeni di dissesto rientra nelle competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni
La società ha invocato la disciplina per sostenere che la difesa e il consolidamento dei versanti instabili rientrano nelle competenze delle pubbliche amministrazioni; il Consiglio di Stato ha accolto l'appello sulla base dell'insufficiente accertamento della proprietà o disponibilità del costone, senza sviluppare un'autonoma interpretazione della disposizione.
l. n. 241/1990
La violazione è stata dedotta in relazione all'erronea individuazione del destinatario dell'ordinanza e al difetto di istruttoria; il giudice ha ritenuto non adeguatamente accertata la legittimazione passiva.
Massime di principio
- Il destinatario di un'ordinanza contingibile e urgente diretta alla messa in sicurezza di un'area pericolosa non deve necessariamente essere il proprietario: è sufficiente che abbia la materiale disponibilità dell'area, ferma la possibilità di rivalsa nei confronti del proprietario.
- Prima di adottare un'ordinanza contingibile e urgente, l'amministrazione deve accertare e indicare con precisione il presupposto della legittimazione passiva del destinatario, dimostrando la proprietà o la materiale disponibilità dell'area sulla quale devono essere eseguiti gli interventi.
- L'accertamento della proprietà di un'area confinante o pertinenziale non consente, da solo, di imputare al relativo titolare gli obblighi di messa in sicurezza di un distinto costone dal quale provengano fenomeni franosi, quando la provenienza dei materiali e la titolarità o disponibilità del costone restino indeterminate.
- Quando tra l'accertamento di una situazione pericolosa e l'adozione dell'ordinanza contingibile e urgente intercorra un periodo significativo, l'amministrazione deve svolgere verifiche più complete sulla consistenza dominicale e sulla disponibilità materiale delle aree; l'omissione può rendere illegittima l'imposizione dell'intervento al privato.
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