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Cassazione Civile, Ordinanza n. 00192/2024 del 04/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce da inviti al pagamento con cui l'amministrazione doganale chiedeva alla società, per gli anni d'imposta 2008-2011, il versamento delle accise sull'energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili e poi fornita ai propri consorziati. La Commissione tributaria regionale aveva accolto l'appello dell'Agenzia, ritenendo non applicabile l'agevolazione di cui all'art. 52 del d.lgs. n. 504/1995 perché l'energia non era stata autoconsumata ma ceduta ai consorziati; aveva inoltre escluso che gli atti amministrativi richiamati dalla società valessero come interpello idoneo a vincolare l'amministrazione ai sensi dell'art. 11 L. n. 212/2000 e aveva affermato che il principio di buona fede e legittimo affidamento ex art. 10 L. n. 212/2000 non escludeva il tributo ma solo sanzioni e interessi. La società ha proposto ricorso per cassazione con sei motivi, ma in seguito ha depositato istanza di estinzione del giudizio, producendo l'omologazione di un accordo di ristrutturazione del debito con transazione fiscale ex art. 182-ter l.fall., dal quale risultava l'integrale rinuncia al contenzioso fiscale pendente e l'assenso dell'Agenzia all'accordo per tutti gli uffici interessati.

La decisione

La Corte ha esaminato prioritariamente l'istanza di estinzione del giudizio e, rilevato che la società ricorrente aveva concluso un accordo di ristrutturazione del debito con transazione fiscale omologato dal Tribunale di Forlì, contenente la previsione di rinuncia integrale al contenzioso fiscale pendente e con adesione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza ha disposto l'integrale compensazione delle spese processuali e ha escluso il raddoppio del contributo unificato. I motivi di ricorso non sono stati esaminati perché resi superflui dall'estinzione.

Norme richiamate

  • art. 52 d.lgs. n. 504/1995

    richiamato dalla CTR per escludere l'agevolazione sulle accise, ritenendo non sufficiente l'autoproduzione quando l'energia è ceduta ai consorziati e non autoconsumata

  • art. 11 L. n. 212/2000

    invocato dalla contribuente quale base dell'interpello; la CTR ha ritenuto che gli atti richiamati non fossero esito di una regolare procedura di interpello e comunque non vincolassero l'amministrazione in tema di accertamento del tributo

  • art. 10 L. n. 212/2000

    richiamato per escludere che buona fede e legittimo affidamento impedissero la pretesa tributaria, limitando al più l'incidenza su sanzioni e interessi

  • art. 182-ter l.fall.

    usato quale base dell'accordo di ristrutturazione con transazione fiscale che prevedeva la rinuncia integrale al contenzioso e sul quale la Corte fonda la declaratoria di estinzione

  • L. n. 212/2000

    richiamata in relazione ai principi dello Statuto del contribuente sulla buona fede, sul legittimo affidamento e sull'interpello

Massime di principio

  • Quando interviene un accordo di ristrutturazione del debito con transazione fiscale omologato che preveda la rinuncia integrale al contenzioso pendente e sia accompagnato dall'adesione dell'amministrazione finanziaria competente, il giudizio di cassazione deve essere dichiarato estinto.
  • Se la causa estintiva sopravviene prima dell'esame dei motivi di ricorso, la Corte non è tenuta a pronunciarsi sulle censure di merito, che restano assorbite.
  • In presenza di estinzione del giudizio per accordo transattivo omologato, le spese possono essere integralmente compensate e non opera il raddoppio del contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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