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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09474/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice d'appello)

La controversia

La difesa dell'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza della Corte d'appello che aveva dichiarato inammissibile l'appello per tardività dell'impugnazione. L'unico motivo deduceva, in sostanza, che la declaratoria di tardività fosse errata; tuttavia, secondo la Corte di cassazione, il motivo era formulato in modo insuperabilmente generico, perché non si confrontava con la motivazione del giudice di secondo grado, ed era comunque manifestamente infondato in diritto. La Corte ha rilevato che i giudici di merito avevano esplicitato le ragioni della tardività dell'atto di impugnazione, indicando in particolare che la sentenza era stata emessa in presenza dell'imputato in data 12 dicembre 2024.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a contestare la declaratoria di tardività dell'impugnazione senza un reale confronto con la motivazione dell'ordinanza impugnata.
  • La censura è manifestamente infondata quando la decisione di merito abbia già dato conto in modo espresso e logico delle ragioni per cui l'impugnazione è stata ritenuta tardiva.
  • La presenza dell'imputato al momento della pronuncia della sentenza di merito costituisce dato rilevante ai fini della verifica della tempestività dell'impugnazione, se valorizzato dalla decisione di appello.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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