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Sentenza

Sentenza n. 3822/2026 - Roma, Sezione 3

per l'annullamento a) della graduatoria unica nazionale del concorso per l'ammissione al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria per l'anno accademico 2023/2024: b) di tutti gli atti presupposti, connessi e/o conseguenziali, così come indicati nell’epigrafe del gravame; nonché ex art.116, comma 2, cpa per ottenere l’accesso ai documenti.

Giustizia amministrativa202315240

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Graduatoria unica nazionale del concorso per l'ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria per l'anno accademico 2023/2024, con gli atti presupposti, connessi e conseguenziali; domanda di accesso ai documenti ex art. 116, comma 2, c.p.a.

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni e gestore concorsuale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente aveva impugnato la graduatoria unica nazionale e gli atti della procedura concorsuale per l'ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria per l'anno accademico 2023/2024, proponendo altresì una domanda di accesso ai documenti. Nel corso del giudizio, il 24 dicembre 2025, ha depositato una dichiarazione personalmente sottoscritta con cui ha manifestato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse e ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il giudice ha richiamato il principio dispositivo, in base al quale la parte conserva la disponibilità dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. In assenza di una giurisdizione oggettiva sull'illegittimità degli atti, il giudice non può proseguire d'ufficio il processo né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese sono state compensate tra le parti, considerata la natura della controversia, l'esito del giudizio e la mancata opposizione delle parti costituite.

Norme richiamate

  • art. 116, comma 2, c.p.a.

    La ricorrente aveva proposto anche una domanda di accesso ai documenti nel corso del giudizio; la sentenza non esamina nel merito tale domanda, poiché dichiara l'intero ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Prevede la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la parte conserva la disponibilità dell'azione fino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione e può dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del giudizio.
  • Quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve prenderne atto e dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, non potendo proseguire d'ufficio il processo.
  • Il giudice amministrativo non può accertare d'ufficio l'illegittimità degli atti in assenza di uno specifico interesse di parte, non trattandosi di una giurisdizione oggettiva.

Come è indicizzato

MaterieAccesso programmato ai corsi universitariEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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