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Sentenza

Sentenza n. 445/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202400058

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, sezione staccata di Salerno, che aveva respinto il ricorso contro il diniego di condono edilizio relativo a lavori eseguiti presso una struttura alberghiero-ristorativa

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha chiesto la riforma della sentenza con cui il TAR Campania aveva respinto il ricorso proposto contro il provvedimento comunale di diniego della domanda di condono edilizio presentata ai sensi dell'art. 32 della legge n. 326 del 2003 per alcuni lavori eseguiti presso l'Hotel Ristorante Cavaliere. Nel corso del giudizio d'appello, l'appellante ha dichiarato che era cessata la materia del contendere o, comunque, che era venuto meno l'interesse alla decisione, poiché aveva ottenuto dal Comune, in applicazione della normativa sopravvenuta, un'autorizzazione unica in sanatoria con prescrizioni ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. n. 380 del 2001.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello. Secondo il Collegio, il provvedimento di sanatoria sopravvenuto, pur non essendo integralmente satisfattivo, ha comunque fatto venir meno l'interesse dell'appellante alla decisione sull'impugnazione del precedente diniego di condono. La pronuncia non esamina nel merito i motivi originariamente dedotti contro il diniego né la legittimità della sentenza di primo grado. Le spese del grado d'appello sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 32 l. n. 326/2003

    domanda di condono edilizio ai sensi dell’art. 32 della legge n. 326 del 2003

    La norma è richiamata quale base normativa della domanda di condono edilizio oggetto del diniego comunale impugnato.

  • art. 36-bis d.P.R. n. 380/2001

    autorizzazione unica in sanatoria, con prescrizioni, in data 27 marzo 2025, ai sensi dell’art. 36 bis del d.P.R. n. 380 del 2001

    La sopravvenuta autorizzazione in sanatoria, anche se non integralmente satisfattiva, è stata ritenuta idonea a far venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione del precedente diniego.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    artt. 35, comma 1 lett. c), 38 e 85, comma 9, cod. proc. amm.

    Richiamato nel contesto processuale della declaratoria di improcedibilità.

  • art. 38 c.p.a.

    artt. 35, comma 1 lett. c), 38 e 85, comma 9, cod. proc. amm.

    Richiamato dal Collegio tra le disposizioni processuali applicate.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    artt. 35, comma 1 lett. c), 38 e 85, comma 9, cod. proc. amm.

    Richiamato dal Collegio tra le disposizioni processuali applicate.

Massime di principio

  • La sopravvenienza, nel corso del giudizio, di un nuovo provvedimento amministrativo relativo alla medesima vicenda può far venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione dell'atto precedente, determinando l'improcedibilità del ricorso o dell'appello.
  • L'interesse alla decisione può venir meno anche quando il provvedimento sopravvenuto non sia integralmente satisfattivo della pretesa del ricorrente, se esso rende comunque non più utile una pronuncia sull'atto originariamente impugnato.
  • Quando il giudice dichiara l'improcedibilità per sopravvenuta carenza d'interesse, non è tenuto a esaminare nel merito i motivi diretti contro l'atto impugnato o contro la sentenza di primo grado.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioInvalidità del provvedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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