Cassazione Penale, Sentenza n. 1757/2022 del 17/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza di condanna per bancarotta documentale (riqualificazione da bancarotta documentale fraudolenta a bancarotta semplice documentale), deducendo: (i) insufficienza della prova dell'elemento soggettivo e mancata conoscenza del dissequestro della documentazione contabile (argomento volto a escludere colpa/consapevolezza); (ii) vizio motivazionale per omesso esame critico delle censure in appello e mero rinvio alla sentenza di primo grado.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero, in sostanza, questioni di merito già esaurientemente valutate dal giudice di merito: la corte di appello aveva correttamente dedotto la colpa per omissione di vigilanza da parte dell'amministratrice formale, alla luce del ruolo e dell'esperienza professionale della ricorrente. Per legge (art. 616 c.p.p.) la corte ha anche condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende, trattandosi di inammissibilità determinata da profili di colpa emergenti dal ricorso.
Norme richiamate
art. 40 cod. pen.
Il comportamento omissivo dell'amministratore formale può essere valutato come concorso per omissione: l'amministratore, investito di posizione di garanzia, è tenuto ad attivarsi per impedire fatti illeciti da altri organi societari.
art. 43 cod. pen.
Ricordato in ricorso quale parametro della responsabilità soggettiva, la Corte tuttavia ha ritenuto che le questioni soggettive fossero state adeguatamente valutate dal giudice di merito alla luce del ruolo e dell'esperienza della ricorrente.
art. 27 Cost.
Richiamata dalla difesa in ordine ai principi di responsabilità personale e soggettività, ma la Corte ha ritenuto che il rispetto di tali principi non ostasse alla valutazione della colpa omissiva basata sui doveri inerenti alla carica ricoperta.
art. 2392 c.c.
Assunto come principio generale: l'amministratore deve attivarsi in presenza di atti pregiudizievoli della società; l'accettazione della carica comporta doveri di vigilanza e controllo rilevanti ai fini penali.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per la liquidazione delle spese e per l'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso determinata da profili di colpa emergenti dal ricorso stesso.
Massime di principio
- L'accettazione della carica di amministratore, anche se formale o per breve periodo, comporta doveri di vigilanza e controllo: omissioni rilevanti possono integrare responsabilità penale (concorso per omissione).
- La contestazione sulla conoscenza di atti processuali o di polizia giudiziaria (es. dissequestro di documenti) non esonera dall'onere di dimostrare che l'amministratore fosse effettivamente ignaro; l'assenza di prova della conoscenza non esclude automaticamente la colpa omissiva.
- La Corte di Cassazione non ammette ricorsi che si limitino a rimettere in discussione valutazioni di merito già compiute dai giudici di merito; è necessario sollevare questioni di diritto o vizi motivazionali realmente incisivi.
- In presenza di un congruo corredo motivazionale del giudice di merito, le deduzioni difensive che ripropongono la stessa ricostruzione fattuale vengono dichiarate inammissibili come mere contestazioni di merito.
- Ricorsi manifestamente infondati o contenenti profili di colpa possono comportare sanzioni economiche a carico del ricorrente (spese + versamento alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).
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