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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4600/2024 del 01/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Siracusa che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo di euro 77.000 eseguito su un conto corrente intestato alla figlia (Blanco Alessia) e oggetto, secondo l'accusa, del profitto del reato di bancarotta fraudolenta impropria riconducibile a Blanco Vittorio (indagato) il quale aveva delega ad operare sul conto. Il P.M. sosteneva che la delega, se non limitata, dimostra la disponibilità delle somme e quindi legittima il sequestro finalizzato alla confisca del profitto; la difesa e il tribunale del riesame hanno ritenuto invece che dal movimento del conto sia emerso un utilizzo prevalente da parte della titolare (la figlia), con versamenti di Vittorio riconducibili a assegni di mantenimento, e che mancasse prova che le somme costituivano profitto incamerato dall'indagato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore, confermando l'ordinanza del Tribunale del riesame. I giudici di legittimità hanno ritenuto congrua e sufficientemente motivata la valutazione del tribunale che, esaminando i movimenti del conto, ha escluso l'esistenza di elementi indiziari idonei a ricondurre le somme sequestrate al profitto del reato attribuito a Blanco Vittorio e ha valorizzato il fatto che tutte le operazioni di prelievo sono state effettuate dalla titolare del conto e che gli interventi dell'indagato risultavano limitati a versamenti per assegni di mantenimento, in periodo successivo alla commissione dei reati contestati.

Norme richiamate

  • art. 321 comma 2 cod. proc. pen.

    il giudice può disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca

    Norma che autorizza il sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle cose che possono essere confiscate; nel caso concreto è stata utilizzata quale fondamento del sequestro finalizzato alla confisca del presunto profitto.

  • art. 240 comma 1 cod. pen.

    Nel caso di condanna, il giudice può ordinare la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto

    La Corte ricorda che la confisca mira a sottrarre il vantaggio economico direttamente derivante dal reato; se il profitto è denaro depositato su conti, la confisca diretta di quelle disponibilità è possibile a condizione che risulti che il soggetto abbia effettivamente incamerato il profitto.

  • art. 324 e art. 325 cod. proc. pen.

    Art. 324 disciplina le ordinanze del giudice del riesame; art. 325 limita i motivi di ricorso per cassazione contro le ordinanze ex art. 324 alla violazione di legge. La Corte ha richiamato tali norme per precisare che il sindacato di legittimità non può sostituirsi al giudizio di merito e che l'impugnazione è ammessa solo per profili di illegittimità o vizi motivazionali radicali.

Massime di principio

  • La delega ad operare su un conto altrui può essere un elemento rilevante per dimostrare la disponibilità delle somme, ma non è automaticamente sufficiente: occorre verificare l'effettivo utilizzo del conto e se il delegato abbia concretamente incamerato o accresciuto il proprio patrimonio con le somme contestate.
  • Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto occorre un minimo di prova, anche indiziaria, del nesso tra le somme sequestrate e il profitto del reato nonché della loro effettiva immissione nel patrimonio dell'indagato; in assenza di tale collegamento il sequestro può essere annullato.
  • Esiste una differenza fondamentale tra confisca diretta (quando il profitto è rappresentato da denaro direttamente presente su conti del reo) e confisca per equivalente; la confisca diretta richiede che il denaro sia riconducibile al profitto e sia nella disponibilità dell'agente.
  • Il giudice di legittimità non può sostituirsi al giudice del merito nel riesame di fatti e valutazioni probatorie ben motivate; i ricorsi in cassazione contro ordinanze ex art. 324 sono ammessi soltanto per violazione di legge o gravi vizi di motivazione.
  • In indagini su sequestri di somme depositate su conti intestati a terzi, è cruciale la ricostruzione del flusso dei movimenti (versamenti, prelievi, tempistica rispetto ai fatti contestati) e la prova della natura delle singole operazioni (es. retribuzione, assegni di mantenimento, trasferimenti fraudolenti).

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