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Sentenza

Sentenza n. 11628/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento dell'Ambasciata d'Italia in Luanda, prot. n. 778, in data 29.11.2023, avente ad oggetto il diniego del visto di ingresso richiesto per motivi di studio dal Signor Diniz Arsenio Binda Cuino, pos. n. 16383 nonché di tutti gli atti presupposti, preparatori, inerenti e/o conseguenti e comunque connessi, anche non cogniti;

Giustizia amministrativa202400744

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi, individuati nel predetto esito processuale.

TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto di ingresso per motivi di studio adottato dall'Ambasciata d'Italia in Luanda

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per motivi di studio adottato dall'Ambasciata d'Italia in Luanda, chiedendone l'annullamento insieme agli atti presupposti, preparatori, connessi e conseguenti. Nel corso del giudizio, con memoria del 22 maggio 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    La disposizione è stata richiamata quale base processuale per la definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    La disposizione è stata richiamata nel procedimento decisorio, senza ulteriore interpretazione esplicitata nella sentenza.

Massime di principio

  • La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, quando tale sopravvenienza rende non più necessaria o utile una pronuncia sulla domanda.
  • In caso di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, il giudice può compensare integralmente le spese di lite ove ravvisi giusti motivi collegati all'esito processuale.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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