Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 28/2026 - Catanzaro, Sezione 2

per l'annullamento del Decreto del Questore della provincia di Crotone avente prot. -OMISSIS-, consistente nella revoca del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo-UE nr. -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202201555

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, disposta dalla Questura in ragione di una condanna penale irrevocabile per commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. Con unico motivo ha dedotto la violazione degli artt. 5, comma 5, 9, commi 4 e 7, 13, comma 2-bis, e 26 del d.lgs. n. 286/1998, nonché eccesso di potere. Ha sostenuto che la revoca non potesse fondarsi sul solo dato della condanna, ma richiedesse una valutazione concreta dell'attuale pericolosità sociale, della natura e tenuità del fatto, della sospensione condizionale della pena e della complessiva situazione personale. Ha inoltre dedotto l'omessa ponderazione della durata del soggiorno in Italia, del matrimonio con cittadina italiana, della presenza di due figli italiani e dell'attività lavorativa subordinata. Le amministrazioni hanno sostenuto che il provvedimento contenesse il riferimento ai vincoli familiari e alla durata del soggiorno e che gli ulteriori elementi personali non fossero stati comunicati dall'interessato, nonostante la comunicazione di avvio del procedimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca. Ha affermato che l'art. 9, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998 impone, ai fini del diniego o della revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, un giudizio concreto sulla pericolosità dello straniero e una valutazione complessiva della durata del soggiorno e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo, senza automatismi derivanti dalla sola condanna penale. Nel caso concreto, il provvedimento era motivato in via esclusiva dalla condanna per commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. Il generico richiamo alla natura ed effettività dei vincoli familiari e alla durata del soggiorno costituiva una motivazione standardizzata, priva di riferimenti specifici alla situazione dell'interessato. L'omessa valutazione effettiva risultava anche dal rapporto informativo dell'amministrazione. Il giudice ha inoltre respinto la tesi secondo cui l'amministrazione non avrebbe potuto considerare circostanze non comunicate dal destinatario: la Questura conosceva almeno l'attività lavorativa e i dati relativi al matrimonio e ai figli erano reperibili tramite l'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, coordinata dal Ministero dell'Interno. L'annullamento comporta la riedizione del potere, con esame di tutte le circostanze rilevanti, senza predeterminare l'esito finale. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 4, d.lgs. n. 286/1998

    Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non può essere rilasciato agli stranieri pericolosi per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. [...] Ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego di rilascio del permesso di soggiorno di cui al presente comma il questore tiene conto della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero.

    La disposizione richiede un giudizio concreto di pericolosità e una valutazione specifica e complessiva della situazione dello straniero; la condanna penale non determina automaticamente il diniego o la revoca.

  • art. 9, comma 7, lett. c), d.lgs. n. 286/1998

    Il permesso di soggiorno di lungo periodo è revocato quando mancano o vengano a mancare le condizioni per il rilascio di cui al comma 4.

    La revoca presuppone il venir meno delle condizioni sostanziali previste dal comma 4 e, quindi, l'accertamento concreto della pericolosità e la ponderazione degli elementi personali rilevanti.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998

    Richiamato dal ricorrente quale parametro di legittimità della revoca, nel quadro della valutazione della situazione personale e familiare dello straniero.

  • art. 13, comma 2-bis, d.lgs. n. 286/1998

    Richiamato nel provvedimento e nella censura, quale disposizione rilevante per la valutazione dei legami familiari e della situazione personale dello straniero.

  • art. 26 d.lgs. n. 286/1998

    Richiamato dal ricorrente e dall'amministrazione nel procedimento, senza una specifica interpretazione autonoma nella decisione.

  • art. 6, paragrafo 1, direttiva 2003/109/CE

    Osta alla normativa di uno Stato membro [...] ai sensi della quale un cittadino di un paese terzo può vedersi negato lo status di soggiornante di lungo periodo [...] per il solo motivo che ha precedenti penali, senza un esame specifico della sua situazione.

    Il diritto dell'Unione impedisce automatismi fondati sui precedenti penali e impone l'esame della natura del reato, del pericolo per l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza, della durata del soggiorno e dei legami con lo Stato membro.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente all'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, per la tutela dei dati personali relativi a condanne penali.

Massime di principio

  • La revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, fondata sul venir meno delle condizioni previste dall'art. 9, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998, non può essere disposta automaticamente per effetto di una condanna penale, ma richiede un giudizio concreto e attuale sulla pericolosità dello straniero.
  • Nel valutare la pericolosità ai fini della revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, l'amministrazione deve considerare specificamente la natura del reato, la durata del soggiorno e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero, mediante una ponderazione effettiva e non meramente apparente.
  • Un richiamo generico e standardizzato ai vincoli familiari e alla durata del soggiorno non soddisfa l'obbligo di motivazione quando non espone il rapporto tra tali elementi, la condotta penale e il concreto giudizio di pericolosità.
  • L'amministrazione non può giustificare l'omessa valutazione di dati personali rilevanti facendo leva soltanto sulla mancata comunicazione da parte dell'interessato quando tali dati risultino già nella disponibilità dell'amministrazione o siano reperibili attraverso banche dati pubbliche istituzionalmente accessibili.
  • L'annullamento della revoca per omessa valutazione individualizzata impone la riedizione del potere, senza vincolare l'amministrazione a un esito favorevole, purché il nuovo provvedimento consideri tutte le circostanze di fatto rilevanti e sia adeguatamente motivato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.