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Sentenza

Sentenza del 18/02/2021 n. 854 - Comm. Trib. Prov. Caserta

Massima n. 83/2021 ACCERTAMENTO - Notificazione a mezzo posta - Scissione degli effetti - Termine di decadenza - Onere della prova della tempestività della spedizione - Grava sull'Amministrazione finanziaria.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento n. 3565 per omesso versamento IMU pari a € 174,00 relativo all'anno d'imposta 2014. Deduceva: 1) difetto di motivazione dell'atto per mancata esposizione delle procedure di calcolo; 2) illegittima applicazione retroattiva delle aliquote massime di IMU e TASI (acconto e saldo); 3) decadenza/prescrizione dell'ente perché la notifica sarebbe avvenuta oltre il termine quinquennale previsto dalla normativa.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Commissione ha ritenuto infondate le censure relative al difetto di motivazione e alla presunta illegittimità della retroattività delle aliquote (il Comune aveva applicato correttamente le aliquote massime previste per gli enti in dissesto, con riferimento al bilancio riequilibrato approvato con D.M. n. 55580 del 10.3.2016 e applicazione dall'anno 2014). È invece fondata l'eccezione di decadenza: l'atto è risultato notificato l'11.01.2020, oltre il termine quinquennale. Poiché il Comune non si è costituito e non ha assolto l'onere della prova della data di spedizione, la Commissione non ha potuto verificare la tempestività della spedizione (principio della "scissione degli effetti" della notificazione) e ha quindi annullato l'atto impugnato, con compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 251 D.Lgs. n. 267/2000

    Nella prima riunione successiva alla dichiarazione di dissesto e comunque entro trenta giorni ... la delibera non è revocabile ed ha efficacia per cinque anni, che decorrono da quello dell'ipotesi di bilancio riequilibrato. ...

    Consente all'ente in dissesto di deliberare aliquote e tariffe nella misura massima per un periodo quinquennale decorrente dall'anno dell'ipotesi di bilancio riequilibrato; giustifica l'applicazione delle aliquote massime dall'anno 2014 nel caso concreto.

  • Legge n. 296/2006, art. 1, comma 161

    Gli atti tributari emessi dagli Enti Locali devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

    Stabilisce il termine quinquennale per la notifica degli atti tributari degli enti locali; la notifica oltre tale termine determina la decadenza dell'ente salvo prova della tempestiva spedizione.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (articoli 16 e 17)

    Richiamato come riferimento alle norme sulle sanzioni amministrative tributarie e ai termini di impugnazione/applicazione, in quanto soggetti allo stesso termine quinquennale previsto dalla legge n. 296/2006.

  • Giurisprudenza - Cass. civ., Sez. VI-5, ord. 11-1-2017, n. 385

    Conferma il principio della "scissione degli effetti" della notificazione: ai fini del rispetto dei termini di decadenza rileva la data di spedizione dell'atto da parte dell'Amministrazione e non la data di ricezione da parte del contribuente.

  • D.M. n. 55580 del 10.3.2016

    Atto amministrativo che ha accertato il bilancio stabilmente riequilibrato del Comune e ha fatto decorrere l'applicazione delle aliquote massime dall'anno 2014.

Massime di principio

  • In caso di notificazione a mezzo posta di un atto impositivo rileva, per il computo dei termini di decadenza, la data di spedizione dell'atto (non la data di ricezione): l'onere di provarla grava sull'Amministrazione finanziaria.
  • Se l'Amministrazione non si costituisce in giudizio e non fornisce la prova della data di spedizione, il giudice non può verificare la tempestività dell'atto e l'atto stesso va annullato per decadenza.
  • La regolare indicazione delle ragioni e del richiamo normativo nell'avviso di accertamento (motivazione formale e richiamo alla delibera comunale determinante le aliquote) è sufficiente a respingere censure generiche sul difetto di motivazione, salvo specifiche carenze nel calcolo.
  • Nei casi di dissesto dell'ente, l'applicazione delle aliquote nella misura massima prevista dall'art. 251 D.Lgs. 267/2000 è legittima e può operare con efficacia retroattiva a partire dall'anno individuato come decorrenza del riequilibrio, purché risultino atti amministrativi che lo attestino.
  • Per la difesa, il contribuente dovrebbe sempre verificare sia la data di notifica indicata sia l'effettiva prova di spedizione da parte dell'ente; per l'Amministrazione è cruciale conservare e produrre le prove di avvenuta spedizione (es. registro di spedizione, ricevute postali) in caso di contenzioso.
  • La tecnica processuale prudente per l'ente pubblico è costituirsi e allegare tempestivamente la documentazione comprovante spedizione e ricezione per evitare la nullità o annullamento dell'atto per decadenza.

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