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Risoluzione

Risoluzione n. 93 del 2/04/2009

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Risoluzione n. 93/E chiarisce che le spese per ordinare e inventariare archivi privati dichiarati di interesse storico particolarmente importante possono beneficiare della detrazione IRPEF o della deduzione dal reddito previste dal TUIR per manutenzione, protezione e restauro dei beni vincolati, in quanto riconducibili alla nozione di conservazione/manutenzione del Codice dei beni culturali. Il beneficio spetta per le spese obbligatorie e, se non obbligatorie, previa certificazione di congruità dell’amministrazione competente.

Agevolazioni fiscali per spese di ordinazione e inventariazione di archivi privati vincolati

Agevolazioni fiscali per spese di ordinazione e inventariazione di archivi privati vincolati

La Risoluzione n. 93/E del 2 aprile 2009 affronta il trattamento fiscale delle spese sostenute dai privati proprietari, possessori o detentori di archivi dichiarati di interesse storico particolarmente importante. Il tema è se tali costi, imposti dal Codice dei beni culturali per ordinare e inventariare gli archivi, possano rientrare nelle agevolazioni previste dal TUIR per i beni culturali vincolati.

Quesito e posizione del contribuente

L’istanza riguarda l’interpretazione degli articoli 15, comma 1, lettera g), e 100, comma 2, lettera e), del DPR 917/1986. La Direzione Generale per gli Archivi chiede se le spese per ordinazione e inventariazione degli archivi privati, richieste dall’art. 30, comma 4, del Codice dei beni culturali, possano essere considerate agevolabili.

L’istante sostiene che:

  • le spese sono imposte per legge agli archivi privati di interesse storico particolarmente importante;
  • l’ordinazione e l’inventariazione costituiscono parte qualificante dell’attività di conservazione;
  • la loro collocazione nel Codice dei beni culturali, tra le norme sulla conservazione e protezione, confermerebbe la natura conservativa dell’intervento.

Quadro normativo richiamato

L’Agenzia richiama la disciplina fiscale del TUIR e quella dei beni culturali. In particolare:

  • l’art. 15, comma 1, lettera g), del TUIR prevede una detrazione d’imposta del 19% per spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro di cose vincolate, nella misura effettivamente rimasta a carico;
  • l’art. 100, comma 2, lettera e), del TUIR prevede una disciplina analoga sotto forma di deduzione dal reddito imponibile;
  • in entrambi i casi, quando le spese non sono obbligatorie per legge, la necessità deve risultare da certificazione della competente soprintendenza, previo accertamento della congruità con l’ufficio del territorio competente.

La Risoluzione evidenzia che la normativa sui beni culturali oggi va letta alla luce del Codice dei beni culturali e del paesaggio, il quale ha in parte recepito le previgenti disposizioni della legge n. 1089/1939 e del DPR n. 1409/1963. I richiami contenuti nel TUIR devono quindi intendersi riferiti alle norme del Codice dei beni culturali.

Conservazione, manutenzione e natura delle attività di ordinazione e inventariazione

La Risoluzione ricostruisce la nozione di conservazione nel Codice dei beni culturali. L’art. 29 stabilisce che la conservazione è assicurata mediante attività coerente, coordinata e programmata di:

  • studio;
  • prevenzione;
  • manutenzione;
  • restauro.

Vengono poi richiamate le definizioni codicistiche:

  • prevenzione: attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale;
  • manutenzione: complesso di attività e interventi destinati al controllo delle condizioni del bene e al mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità del bene e delle sue parti;
  • restauro: intervento diretto sul bene finalizzato all’integrità materiale, al recupero, alla protezione e alla trasmissione dei valori culturali.

Obblighi specifici per gli archivi privati

Per gli archivi privati, il Codice prevede un regime particolare. L’art. 30 stabilisce che i proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, di archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione di interesse storico culturale di cui all’art. 13 sono assoggettati agli obblighi di conservazione e inventariazione.

In particolare:

  • gli archivi devono essere conservati nella loro organicità e ordinati;
  • gli archivi storici devono essere inventariati;
  • tali obblighi riguardano gli archivi privati dichiarati di interesse storico particolarmente importante.

La Risoluzione sottolinea che, per gli archivi privati vincolati, l’ordinazione e l’inventariazione costituiscono adempimenti obbligatori. Il Ministero per i beni culturali precisa inoltre che tali attività hanno carattere straordinario e sono normalmente successive all’apposizione del vincolo; l’aggiornamento dell’inventario può rendersi necessario anche per eventi straordinari, come l’acquisizione dell’archivio di un ramo estinto della stessa famiglia.

Valutazione dell’Agenzia: riconducibilità alla manutenzione

L’Agenzia affronta il punto decisivo: verificare se ordinazione e inventariazione possano essere ricondotte alle attività di manutenzione, protezione e restauro agevolate dal TUIR.

Richiamando le indicazioni del Ministero competente, viene chiarito che:

  • l’ordinamento consiste nel dare un’organizzazione sistematica alle unità archivistiche secondo un principio teorico;
  • in Italia si è affermato il metodo storico o principio di provenienza, che mira a restituire alla serie l’ordinamento originario;
  • l’ordinamento è strettamente legato all’inventariazione, cioè alla redazione di uno strumento di ricerca che descriva tutte le unità archivistiche di un fondo ordinato, con finalità scientifiche, giuridiche e di salvaguardia.

In considerazione della specificità del bene archivio, l’Agenzia conclude che le attività di ordinazione e inventariazione degli archivi di particolare importanza, previste dall’art. 30 del Codice, rientrano nella nozione di conservazione e, in particolare, di manutenzione ex art. 29, poiché servono a mantenere integra l’efficienza funzionale e l’identità del bene e a garantirne protezione e fruizione.

Conclusioni fiscali

Le spese sostenute per ordinare e inventariare archivi privati vincolati possono beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dagli articoli 15 e 100 del TUIR per manutenzione, protezione e restauro dei beni vincolati, a condizione che:

  • le spese siano obbligatorie ai sensi dell’art. 30 del Codice dei beni culturali, in quanto correlate a interventi straordinari da realizzare immediatamente dopo l’apposizione del vincolo o successivamente per altre cause straordinarie;
  • se le spese non sono obbligatorie, la congruità dell’importo sia previamente accertata dal Ministero competente d’intesa con l’Agenzia del Territorio, secondo quanto previsto dalle norme richiamate.

La Risoluzione conclude inoltre che le Direzioni Regionali devono vigilare affinché i principi espressi siano applicati in modo uniforme.

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