Cassazione Penale, Ordinanza n. 30161/2025 del 02/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso è un ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. proposto avverso una precedente sentenza della Corte di cassazione. Il ricorrente deduce che nella decisione impugnata la Corte avrebbe commesso errori percettivi o travisamenti di fatto nell'apprezzare alcune risultanze istruttorie e investigative già esaminate nel giudizio di legittimità: una conversazione del 18 maggio 2016 tra due soggetti, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, colloqui tra altri soggetti, la presenza del ricorrente in prossimità del luogo in cui due latitanti furono arrestati e ulteriori dichiarazioni collaborative. Secondo il ricorrente, tali elementi sarebbero stati mal valutati dalla Corte di cassazione nella precedente sentenza. La Corte, però, rileva che il ricorso straordinario mira in realtà a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio, senza indicare specifici e decisivi errori di percezione; osserva inoltre che i medesimi atti erano stati già considerati e utilizzati come argomento concorrente nella motivazione della sentenza impugnata.
La decisione
La Corte dichiara inammissibile il ricorso straordinario. Ritiene che non sussistano errori di fatto rilevanti ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., poiché le doglianze del ricorrente non denunciano sviste percettive su atti del giudizio di cassazione, ma sollecitano una rivalutazione del materiale probatorio e delle argomentazioni già scrutinati. Conseguentemente condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non emergendo elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
errore materiale e errore di fatto
Il ricorso straordinario è ammissibile solo per errori materiali o di fatto della Corte di cassazione, intesi come sviste percettive o mancate corrispondenze tra volontà e rappresentazione grafica; non è invece utilizzabile per contestare valutazioni, interpretazioni degli atti o errori di diritto.
art. 625-bis cod. proc. pen.
onere del ricorrente dimostrare che la doglianza era invece decisiva
La parte che propone ricorso straordinario deve indicare un errore percettivo decisivo, cioè idoneo a dimostrare che l'omesso esame della doglianza deriva da un sicuro errore di percezione.
Cassa delle ammende
In caso di inammissibilità e in assenza di elementi che escludano la colpa del ricorrente, è dovuto il versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- L'errore di fatto deducibile con ricorso straordinario avverso sentenza della Corte di cassazione coincide con una svista percettiva sugli atti del giudizio di legittimità e non comprende l'erronea valutazione del loro significato o la critica alla motivazione.
- Non è deducibile ex art. 625-bis c.p.p. la mera riproposizione di censure già esaminate o il tentativo di ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio sotto forma di travisamento del fatto.
- La mancata disamina di una doglianza non integra errore di fatto se la censura era non decisiva o comunque implicitamente disattesa dalla struttura logica e giuridica della motivazione; il ricorrente deve dimostrarne la decisività.
- Quando il ricorso straordinario è dichiarato inammissibile e non emergono elementi per escludere la colpa nella sua proposizione, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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