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Sentenza

Sentenza n. 4539/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'accertamento e la conseguente dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione resistente in ordine al procedimento unitario finalizzato al rilascio del visto d’ingresso per motivi di studio, previa formalizzazione della domanda in Ambasciata, con relativa condanna a provvedere entro 30 giorni e richiesta di nomina di commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202510195

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell’Ambasciata sulla richiesta di appuntamento necessario alla formalizzazione della domanda di visto d’ingresso per motivi di studio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione degli affari esteri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto un’azione avverso il silenzio, chiedendo l’accertamento dell’illegittimità dell’inerzia dell’amministrazione in relazione al procedimento unitario finalizzato al rilascio di un visto d’ingresso per motivi di studio, previa formalizzazione della domanda presso l’Ambasciata. Ha chiesto inoltre la condanna dell’amministrazione a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta. Il TAR ha precisato che, non essendo stata formalmente presentata una domanda di visto, il silenzio rilevante riguardava la richiesta di appuntamento necessario per formalizzare tale domanda, come risultava dalla diffida inviata alla rappresentanza diplomatica.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse. Dalla documentazione depositata dal Ministero è emerso che l’Ambasciata aveva convocato la ricorrente; tale circostanza non è stata contestata. La convocazione ha fatto venir meno l’inerzia oggetto del giudizio e, conseguentemente, l’interesse della ricorrente alla pronuncia di merito sull’illegittimità del silenzio. Il possibile esito era stato previamente comunicato in camera di consiglio. In ragione della peculiarità della fattispecie, le spese di lite sono state compensate.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio, l’amministrazione adotta un comportamento o un atto che elimina l’inerzia contestata, viene meno l’interesse attuale alla decisione di merito e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse.
  • Se il procedimento per il rilascio di un visto richiede la previa formalizzazione della domanda presso una rappresentanza diplomatica, l’inerzia può essere contestata, in assenza di una domanda formalmente presentata, con riferimento alla mancata convocazione o alla mancata fissazione dell’appuntamento necessario alla formalizzazione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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