Sentenza n. 9688/2026 - Roma, Sezione 3
per l'annullamento - della Determinazione n. 13812 del 14.12.2022 adottata dalla Provincia Autonoma d Trento - Dip. Salute e Politiche Sociali (Riferimento: 2022-D337-00238-DTD), pubblicata il 15.12.2022, ivi compreso l''Allegato A, con cui sono stati determinati gli importi asseritamente dovuti dalla Impresa ricorrente; - del Decreto del 6.10.2022 del Ministero della Salute; - del Decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell''economia e delle finanze, 6.7.2022; - dell'Accordo del 7.11.2019 Rep. Atti n. 181/CSR sottoscritto tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano; - degli ulteriori atti precisati nel ricorso;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Determinazione provinciale applicativa del ripiano del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici, nonché i decreti ministeriali del 6 luglio 2022 e del 6 ottobre 2022 e gli ulteriori atti presupposti
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni statali)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ha impugnato il decreto ministeriale del 6 luglio 2022, recante la certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici per gli anni 2015-2018, il decreto ministeriale del 6 ottobre 2022, recante le linee guida per l'adozione dei provvedimenti regionali e provinciali di ripiano, la determinazione della Provincia autonoma di Trento del 14 dicembre 2022, con il relativo allegato, e gli ulteriori atti presupposti e applicativi. Il testo non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, l'impresa ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo aderito al regime premiale previsto dall'art. 7, comma 1, del d.l. 95/2025, convertito con modificazioni dalla l. 118/2025.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione espressa della ricorrente e dell'assenza di repliche o richieste contrarie. Il giudice ha affermato che, nel processo amministrativo, la parte ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino alla trattenuta della causa in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla decisione. In tale situazione il giudice non può esaminare il merito d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, dovendo conformarsi alla dichiarazione e dichiarare l'improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura e delle ragioni della decisione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Costituisce la base processuale per la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nell'ambito della disciplina applicabile alla decisione.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 7, comma 1, d.l. 95/2025, convertito con modificazioni dalla l. 118/2025
Indicato quale base del regime premiale cui l'impresa ha aderito, determinando il venir meno dell'interesse alla coltivazione del ricorso.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla decisione e non vi sono repliche o richieste contrarie, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- La disponibilità dell'azione amministrativa, sino alla fase di trattenimento della causa in decisione, consente al ricorrente di rinunciare alla coltivazione sostanziale del giudizio mediante dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.
- In presenza di una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio all'esame del merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
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