Cassazione Penale, Sentenza n. 43493/2023 del 26/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Trotta impugnava la sentenza di appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di tentato omicidio ai danni di Daniele Sisto. Contestava in primo luogo il mancato riconoscimento della causa di giustificazione della legittima difesa e, in subordine, l'assenza di elemento soggettivo dell'animus necandi con richiesta di derubricazione del reato a lesioni personali. Sosteneva che l'aggressione fosse iniziata dalla vittima e che l'uso del coltello fosse stato l'unico mezzo disponibile o, comunque, una reazione necessaria non eccedente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che i giudici di merito hanno correttamente escluso la legittima difesa valutando ex ante le circostanze: Trotta avrebbe agito quando la persona offesa si stava allontanando, deliberatamente si era armato di coltello e aveva inferto un colpo alla schiena in zona di organi vitali. Per tali ragioni la scriminante della legittima difesa e l'ipotesi di eccesso colposo sono state ritenute non configurabili. Quanto alla richiesta di derubricazione a lesioni, il motivo è stato dichiarato inammissibile per genericità e, comunque, infondato: i giudici hanno valutato come provato l'elemento volontario del tentato omicidio sulla base dell'arma utilizzata, della zona corporea colpita e della gravità delle lesioni. Conseguentemente il rigetto del ricorso è stato dichiarato e il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 52 cod. pen. (legittima difesa)
La Corte richiama il principio secondo cui per riconoscere la legittima difesa occorre valutare ex ante la necessità e la proporzione della reazione nelle concrete circostanze; nel caso di specie tale requisito è risultato mancato poiché l'aggressione era cessata e l'imputato ha agito armato.
art. 55 cod. pen. (eccesso colposo)
La Corte afferma che l'eccesso colposo non può essere invocato in assenza della concreta sussistenza della scriminante di base; se non ricorre legittima difesa o stato di necessità, non può configurarsi un eccesso colposo di tali scriminanti.
art. 616 cod. proc. pen. (onere delle spese)
Alla reiezione del ricorso consegue l'onere delle spese del procedimento a carico del ricorrente, come previsto dalla norma.
Massime di principio
- Per ottenere il riconoscimento della legittima difesa è necessario provare che, nel momento della reazione, la difesa fosse necessaria e proporzionata valutata ex ante; la reazione contro un aggressore che si sta allontanando tende a escludere la necessità.
- L'uso di un'arma letale può essere giustificato solo se effettivamente l'unico mezzo disponibile e proporzionato alla minaccia nel contesto concreto; la semplice obiettiva sproporzione non determina automaticamente una scriminante se i fatti mostrano iniziativa offensiva dell'agente.
- L'eccesso colposo rispetto a una scriminante è configurabile solo se la scriminante stessa è prima riconosciuta e poi superata nei limiti colposi; in assenza della scriminante non è possibile valorizzare l'eccesso colposo.
- La ricusazione in cassazione di una derubricazione richiede motivi specifici e non può limitarsi a riferimenti generici ai motivi di appello; il ricorso per cassazione deve essere autosufficiente nella prospettazione dei punti di fatto e di diritto.
- La valutazione dell'animus necandi può fondarsi su elementi oggettivi come natura dell'arma, zona corporea colpita e gravità delle lesioni; tali elementi, se adeguatamente motivati dai giudici di merito, resistono al sindacato di legittimità.
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