Cassazione Penale, Sentenza n. 34827/2022 del 20/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione con unico motivo cumulativo: si contestava l'acquisizione e l'utilizzazione, nella motivazione della sentenza di conferma dell'assoluzione, della sentenza n. 6/2020 della Corte d'assise di Palermo, con le censure che l'acquisizione era avvenuta dopo l'inizio della discussione (violazione dell'art. 523, comma 6, c.p.p.) senza la rinnovazione della discussione; che la sentenza n. 6/2020 non sarebbe irrevocabile e quindi non utilizzabile ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p.; che la sentenza prodotta per esteso era su DVD risultante vuoto. Inoltre, con riferimento ad Agostino Catalano, si deduceva la contraddittorietà della motivazione perché pur ritenendo provate condotte estorsive continuative non si sarebbe riconosciuto il reato associativo contestato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Sul profilo processuale, ha ritenuto legittima l'acquisizione della sentenza resa in altro processo perché, pur introdotta in corso di discussione, le parti hanno avuto la possibilità di esaminare il documento e di replicare (la discussione è stata rinnovata in pratica con la replica del pubblico ministero), evitando la nullità. Sul profilo dell'uso di sentenze non irrevocabili (art. 238-bis), la Corte ha osservato che la pronuncia impugnata non si è fondata formalmente su tale norma e, comunque, è consentito al giudice riportare percorsi valutativi di decisioni non definitive purché sottoponga gli elementi a autonoma e critica valutazione ai sensi dell'art. 192 c.p.p. Infine, molte censure sostanziali erano inammissibili per effetto dell'art. 608, comma 1-bis c.p.p., che limita i motivi proponibili in cassazione quando l'appello conferma il proscioglimento: pertanto le critiche sul contenuto della motivazione non potevano essere esaminate. Esito pratico: confermata l'assoluzione pronunciata in primo grado e resa definitiva per rigetto del ricorso; vincitori principali: i resistenti (imputati).
Norme richiamate
art. 523, comma 6, cod. proc. pen.
la discussione non può essere interrotta per l'assunzione di nuove prove, se non in caso di assoluta necessità. Se questa si verifica, il giudice provvede a norma dell'articolo 507
La Corte ha chiarito che l'acquisizione di prove in corso di discussione non è totalmente vietata; è però richiesta la possibilità per le parti di interloquire e, se necessario, la rinnovazione della discussione. Se le parti hanno potuto esaminare il nuovo materiale e replicare, non si configura la nullità.
art. 238-bis, cod. proc. pen.
La disposizione attribuisce efficacia probatoria particolare alle sentenze irrevocabili; la Corte ha osservato però che l'uso di sentenze non definitive per motivare valutazioni è consentito purché il giudice compia una autonoma valutazione critica degli elementi di prova.
art. 192, comma 1, cod. proc. pen.
La norma impone l'obbligo del giudice di dar conto e valutare criticamente gli elementi probatori di cui dispone: la Corte ha richiamato questo principio come criterio obbligatorio quando si riproducono valutazioni da pronunce non definitive.
art. 178, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen.
Norme richiamate dalla giurisprudenza per le nullità conseguenti alla violazione del contraddittorio: l'acquisizione fuori udienza senza assicurare l'intervento delle parti può comportare nullità della decisione; nel caso concreto però la Corte ha ritenuto il contraddittorio rispettato.
art. 608, comma 1-bis, cod. proc. pen.
se il giudice di appello pronuncia sentenza di conferma di quella di proscioglimento, il ricorso per cassazione può essere proposto solo per i motivi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell'articolo 606
Limita i motivi proponibili in cassazione quando l'appello conferma un proscioglimento: ne deriva l'inammissibilità delle censure generiche sulla motivazione che non rientrano nei casi tassativi previsti.
art. 416-bis, cod. pen.
Norma sostanziale relativa al reato di associazione mafiosa: era il capo di imputazione contestato agli imputati; la sentenza di merito aveva assolto dall'accusa di cui a questa norma.
art. 507, cod. proc. pen.
Richiamato come norma di riferimento procedurale per l'eventuale rinnovo della discussione in caso di acquisizione di nuove prove.
art. 606, comma 1, cod. proc. pen.
Elenca i motivi di ricorso per cassazione; collegato all'art. 608(1-bis) per definire i limiti dei motivi ammessi quando è confermato il proscioglimento.
Massime di principio
- L'acquisizione di documenti o provvedimenti in corso di discussione non è di per sé nulla: è però necessario che le parti possano esaminare il materiale e interloquire; se ciò avviene, l'acquisizione non determina automaticamente la nullità.
- Sentenze non irrevocabili possono essere richiamate in motivazione, ma il giudice deve sempre svolgere una autonoma e critica valutazione degli elementi probatori (art. 192 c.p.p.); la speciale efficacia probatoria prevista dall'art. 238-bis riguarda le sole sentenze irrevocabili.
- Quando in appello si conferma un proscioglimento di primo grado, il ricorso per cassazione è soggetto ai limiti dell'art. 608, comma 1-bis: molte censure sul contenuto della motivazione risultano inammissibili e non possono essere esaminate dalla Corte di Cassazione.
- Se un documento prodotto risulta formalmente irregolare (es. supporto vuoto), la parte che lo allega deve consentire il controllo e l'acquisizione rituale; tuttavia, anche contestazioni tecniche devono essere valutate nel concreto alla luce del contraddittorio e della possibilità di replica da parte delle parti.
- In ipotesi di accuse complesse (es. associazione mafiosa), l'accertamento della sussistenza del reato associativo richiede coerenza logica tra il riscontro delle singole condotte e la loro ricostruzione come attività organica e strutturata; questi profili sono spesso oggetto di valutazione insindacabile in cassazione se il motivo è inammissibile per limiti processuali.
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