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Sentenza

Sentenza del 13/10/2020 n. 2954 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Finanza locale - Ici - Concessione del diritto di superficie deliberata dal Comune - Attribuzione all'ATER - Assenza di convenzione - Conseguenze - Imponibilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Disputa sulla riconducibilità del diritto di superficie deliberato dal Comune ai sensi dell'art. 35 della l. 865/71 e sulle conseguenze fiscali: in particolare se la semplice deliberazione comunale (in assenza di successiva convenzione formale) fosse idonea a trasferire il diritto di superficie all'ATER e, in caso positivo, se ciò comportasse l'imponibilità ICI del fabbricato costruito dall'ATER.

La decisione

La Corte ha ritenuto che la deliberazione del Comune ai sensi dell'art. 35 della l. 865/71 è idonea, anche in assenza di una successiva convenzione, a trasferire il diritto di superficie all'ATER. Poiché l'ATER ha poi provveduto alla costruzione del fabbricato ed è divenuta proprietaria dello stesso, è tenuta al pagamento dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) ai sensi del d.lgs. 504/92, art. 3. In sintesi, la pretesa tributaria è stata confermata a carico dell'ATER.

Norme richiamate

  • l. 865/71, art. 35

    La deliberazione comunale prevista dall'art. 35 è idonea a trasferire il diritto di superficie all'ente concessionario (ATER) anche senza una successiva convenzione formale; rileva l'effetto sostanziale dell'atto amministrativo.

  • d. lgs. 504/92, art. 3

    L'ente che risulta proprietario dell'immobile ai fini sostanziali è soggetto all'imposizione ICI; la titolarità reale del fabbricato costruito dall'ATER comporta l'obbligo impositivo.

  • Giurisprudenza della Cassazione (ex multis: Cass. 14110/17, 21222/17, 15447/10)

    La giurisprudenza consolidata conferma il principio per cui la sostanza dell'atto amministrativo prevale sulla mancanza di formalità: la deliberazione comunale può trasferire la titolarità del diritto di superficie e, conseguentemente, l'onere tributario ricade sul soggetto che è divenuto proprietario del fabbricato.

Massime di principio

  • Per la qualificazione ai fini tributari prevale la sostanza dell'atto e degli effetti reali; un provvedimento amministrativo che attribuisce un diritto reale può essere idoneo a trasferire la titolarità anche in assenza di un successivo atto formale.
  • Il soggetto che, in virtù di atti amministrativi e di comportamenti concreti (es. costruzione del fabbricato), assume la titolarità dell'immobile è soggetto all'imposta sugli immobili prevista dalla normativa vigente.
  • In presenza di deliberazioni comunali ai sensi dell'art. 35 l. 865/71 è opportuno verificare non solo l'esistenza di convenzioni formali ma anche gli effetti sostanziali prodotti dall'atto; l'assenza di una convenzione non esclude automaticamente obblighi fiscali.
  • Per evitare contenziosi, le amministrazioni e le ATER/enti concessionari dovrebbero disciplinare chiaramente, nelle convenzioni o nei provvedimenti integrativi, la titolarità catastale e gli oneri fiscali relativi agli immobili risultanti dall'operazione.
  • In giudizio tributario è rilevante esaminare la realtà sostanziale della titolarità e della destinazione d'uso dell'immobile piuttosto che attenersi esclusivamente alla forma o alla mancata stipula di atti successivi.

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