Cassazione Penale, Sentenza n. 26977/2022 del 13/07/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso denunciava violazione di legge per applicazione di pena illegale in relazione alla determinazione della sanzione per continuazione: il tribunale, nel comminare l'aumento per continuazione, ha direttamente aumentato la pena pecuniaria stabilendo l'ammenda di euro 3.000, mentre avrebbe dovuto procedere aumentando la pena detentiva (essendo il reato più grave punito con reclusione) e poi, per la parte corrispondente al reato satellite punito con pena pecuniaria, ragguagliare tale aumento a pena pecuniaria ai sensi dell'art. 135 c.p., rispettando il principio di specie (multa vs ammenda) previsto per il cumulo delle pene
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti al tribunale di Cagliari. Il motivo è stato che il tribunale di merito non ha applicato correttamente il principio "per moltiplicazione" e non ha convertito correttamente l'aumento determinato in termini detentivi in multa (della specie dovuta) mediante ragguaglio, ma ha mantenuto la specie "ammenda", determinando così una applicazione di pena illegale
Norme richiamate
artt. 442 e ss. cod. proc. pen.
Riferimento alle norme di procedura penale applicate in sede di giudizio e condanna di primo grado; usate per inquadrare il procedimento e la sentenza impugnata
art. 81, comma finale, cod. pen.
Richiamato in relazione alla responsabilità concorrente/continuazione tra più illeciti e alla determinazione della pena complessiva
art. 256 del D.lgs. 74/2000
Norma sostanziale che disciplina il reato oggetto del procedimento (reato tributario) e la relativa tipologia di pena applicabile al fatto contestato
art. 76, secondo comma, prima parte, cod. pen.
Interpretato per il principio secondo cui, nel cumulo materiale, le pene di specie diversa si considerano, per ogni effetto giuridico, come pena unica della specie più grave: principio usato per giustificare la conversione nella specie più grave quando si calcola l'aumento
art. 135 cod. pen.
Norma che consente il ragguaglio della pena detentiva in pena pecuniaria; qui interpretata come il mezzo per convertire l'aumento detentivo, necessario per rispetto del genere della pena del reato satellite, in una pena pecuniaria della specie corrispondente
Sez. U, n. 40983 del 21/06/2018 (Varnelli)
Giurisprudenza richiamata che ha delineato il metodo a due fasi per determinare l'aumento in caso di continuazione tra reato punito con reclusione e reato satellite punito con pena pecuniaria: primo aumento in termini detentivi, poi ragguaglio dell'incremento a pena pecuniaria secondo art. 135 c.p.
Massime di principio
- Quando nella continuazione il reato più grave è punito con reclusione e il reato satellite con pena pecuniaria, l'aumento per continuazione va calcolato "per moltiplicazione" prima in termini detentivi sulla pena detentiva del reato più grave
- L'aumento così ottenuto, per rispetto del "genere" della pena previsto per il reato satellite (pena pecuniaria), deve essere convertito in pena pecuniaria mediante il ragguaglio di cui all'art. 135 c.p.
- La specie della pena pecuniaria risultante dal ragguaglio deve conformarsi alla specie propria del contesto previsto dal principio del cumulo (cioè la "multa" anziché l'"ammenda" quando la conversione avviene nel contesto di una pena detentiva della specie più grave)
- Se il giudice di merito non segue questa metodologia (aumenti direttamente la pena pecuniaria nella specie errata), ciò comporta applicazione di pena illegale e può portare all'annullamento della sentenza in sede di legittimità
- In fase pratica: calcolare separatamente la pena base del reato più grave, applicare l'incremento per continuazione in termini detentivi, quindi convertire la quota da ragguagliare in pecuniario con art. 135 c.p., verificando limiti ed eventuale favore rei
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