Sentenza n. 2393/2026 - Napoli, Sezione 5
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 7798/2022, emessa dal TAR della Campania- Napoli;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del Comune nell’esecuzione della sentenza passata in giudicato che imponeva di scegliere tra acquisizione sanante del fondo ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 e restituzione del bene, nonché di risarcire i danni da occupazione illegittima
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il proprietario ha proposto ricorso per ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. deducendo la mancata esecuzione della sentenza del TAR Campania n. 7798/2022, divenuta irrevocabile. La sentenza aveva accertato l’obbligo del Comune di determinarsi, nell’esercizio della propria discrezionalità, tra l’acquisizione dei suoli ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, l’eventuale acquisto iure privatorum oppure, in caso di mancata acquisizione, la restituzione del fondo previa rimessione in pristino. Aveva inoltre riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni da occupazione illegittima, da calcolarsi secondo i criteri indicati nella pronuncia, inclusi il 5% annuo sul valore di mercato dell’area, il danno alle colture e alle strutture, la rivalutazione e gli interessi. Il ricorrente ha dedotto che il Comune, nonostante il termine assegnato dalla sentenza, non aveva adottato il provvedimento di acquisizione, non aveva restituito il bene e non aveva corrisposto il risarcimento, chiedendo l’integrale esecuzione del giudicato e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l’inottemperanza del Comune al giudicato. L’amministrazione non aveva né adottato il provvedimento di acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, né restituito il terreno previa rimessione in pristino, né risarcito i danni stabiliti dalla sentenza da eseguire. Il Comune è stato quindi obbligato, entro 90 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, a determinarsi preliminarmente tra: a) l’adozione del provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis, con liquidazione delle indennità secondo i criteri normativi; oppure b) la restituzione del terreno e il pagamento del risarcimento secondo i criteri fissati dal giudicato. In caso di inutile decorso del termine, previa istanza espressamente notificata dal ricorrente, è stato nominato commissario ad acta il Direttore dell’Ufficio Speciale Opere pubbliche e interventi strategici della Regione Campania, con facoltà di delega e ulteriore termine di 90 giorni. Il commissario dovrà trasmettere gli atti alla Procura regionale della Corte dei conti in caso di inerzia dell’amministrazione. Il compenso del commissario sarà liquidato con separata ordinanza e posto a carico dell’ente inadempiente. Il TAR ha precisato che la nomina e l’eventuale insediamento del commissario non escludono la persistente responsabilità del Comune né impediscono all’amministrazione di adottare gli atti necessari all’ottemperanza. Il Comune è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 1.500, oltre accessori e refusione del contributo unificato.
Norme richiamate
artt. 112 e seguenti c.p.a.
Fondano l’azione di ottemperanza diretta a ottenere l’esecuzione del giudicato amministrativo.
art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001
Prevede lo strumento di acquisizione del bene utilizzato per scopi di interesse pubblico, con corresponsione delle indennità per i pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali; in alternativa, il bene deve essere restituito previa rimessione in pristino, salvo il risarcimento del danno da occupazione illegittima.
art. 34 c.p.a.
È richiamato quale base della condanna risarcitoria contenuta nella sentenza oggetto di ottemperanza.
Massime di principio
- In caso di occupazione sine titulo di un fondo privato sul quale sia stata realizzata un’opera pubblica, l’amministrazione deve adeguare lo stato di fatto a quello di diritto scegliendo tra la restituzione del bene, previa demolizione o rimessione in pristino, e l’acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, ferma in ogni caso la responsabilità risarcitoria per il periodo di occupazione illegittima.
- Il giudicato che impone all’amministrazione di determinarsi tra acquisizione sanante e restituzione del bene non è eseguito finché l’amministrazione non adotta una scelta effettiva e non provvede alle conseguenti obbligazioni patrimoniali stabilite dalla pronuncia.
- Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per l’adempimento e prevedere, in caso di inutile decorso, l’intervento sostitutivo di un commissario ad acta, subordinandolo a un’espressa istanza della parte interessata.
- La nomina o l’insediamento del commissario ad acta non escludono la persistente responsabilità dell’amministrazione inadempiente e non impediscono a quest’ultima di adottare gli atti necessari all’esecuzione del giudicato.
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