Corte di giustizia, Sentenza C-70/20
Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 12 maggio 2021. — YL contro Altenrhein Luftfahrt GmbH. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Oberster Gerichtshof. — Rinvio pregiudiziale – Trasporti aerei – Convenzione di Montreal – Articolo 17, paragrafo 1 – Responsabilità dei vettori aerei in caso di incidente – Nozione di “incidente” [evento] – Atterraggio duro rientrante nell’ambito del normale funzionamento dell’aeromobile – Pretese lesioni personali subite da un passeggero durante tale atterraggio – Assenza di incidente. — Causa C-70/20
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha chiarito che non ogni atterraggio percepito come brusco dal passeggero integra un "incidente" ai sensi della Convenzione di Montreal. Se l'atterraggio si svolge entro i limiti operativi e tecnici dell'aeromobile e secondo le procedure applicabili, la responsabilità oggettiva del vettore non sorge. La valutazione non dipende dalla soggettiva sorpresa del passeggero, ma da criteri oggettivi legati all'esercizio dell'aeromobile.
Interpretazione della nozione di "incidente" ex articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal: un atterraggio duro, ma conforme alle procedure operative dell'aeromobile, non fa sorgere la responsabilità del vettore aereo.
La questione giuridica
Se un atterraggio duro, pur rientrando nell'ambito del normale funzionamento dell'aeromobile, e dal quale derivino lesioni a un passeggero, costituisca un "evento"/"incidente" ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal; in particolare, se il carattere "imprevisto" debba essere valutato dalla prospettiva del passeggero oppure alla luce delle procedure e limitazioni operative dell'aeromobile.
Principio di diritto
L'articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal deve essere interpretato nel senso che la nozione di "incidente" non comprende un atterraggio effettuato conformemente alle procedure e alle limitazioni operative applicabili all'aeromobile, incluse le tolleranze e i margini previsti per i fattori che incidono sull'atterraggio, nonché nel rispetto delle regole professionali e delle migliori pratiche del settore, anche se il passeggero lo ha percepito come un evento imprevisto. Il carattere "imprevisto" non va valutato secondo la sola prospettiva soggettiva del singolo passeggero, ma in relazione al normale funzionamento e alle regole operative dell'aeromobile.
Norme richiamate
- Articolo 267 TFUE
- Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999, articolo 17, paragrafo 1
- Decisione 2001/539/CE del Consiglio
- Regolamento (CE) n. 2027/97
- Regolamento (CE) n. 889/2002
- Regolamento (CE) n. 216/2008
- Regolamento (UE) 2018/1139
- Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, articolo 31
Interpretazione della nozione di "incidente" nella Convenzione di Montreal
La pronuncia, resa in sede di rinvio pregiudiziale dall'Oberster Gerichtshof (Austria), riguarda la responsabilità del vettore aereo per lesioni lamentate da un passeggero durante l'atterraggio di un volo operato da Altenrhein Luftfahrt GmbH. Il nodo interpretativo è l'articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal, con riferimento a un atterraggio duro che, secondo il giudice del rinvio, rientrava comunque nel normale funzionamento dell'aeromobile.
Fatti e procedimento principale
YL ha sostenuto di aver subito un'ernia del disco durante l'atterraggio del volo Vienna-San Gallo/Altenrhein del 20 marzo 2014. Il registratore di volo indicava un carico verticale di 1,8 g; secondo il giudice del rinvio, tale valore, pur potendo essere percepito soggettivamente come "duro", restava entro il normale funzionamento dell'aeromobile e al di sotto del limite massimo di 2 g indicato dal costruttore per il carrello di atterraggio e gli elementi portanti.
I giudici austriaci di primo e secondo grado avevano negato la responsabilità del vettore, ritenendo che un atterraggio rientrante nei limiti normali dell'aeromobile non costituisse un "incidente". YL ha proposto ricorso per cassazione dinanzi all'Oberster Gerichtshof, che ha ritenuto necessario il rinvio pregiudiziale.
Questione pregiudiziale
Il giudice austriaco ha chiesto se un atterraggio duro, ma pur sempre compreso nell'ambito del normale funzionamento dell'aeromobile, da cui derivino lesioni a un passeggero, costituisca un evento ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal.
Normativa rilevante
La Corte ha richiamato:
- l'articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal, secondo cui il vettore risponde del danno derivante da morte o lesione personale causata da un evento verificatosi a bordo dell'aeromobile o nelle operazioni di imbarco/sbarco;
- il preambolo della Convenzione, che valorizza sia la tutela degli utenti sia il giusto equilibrio degli interessi;
- l'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2027/97, che rinvia alle pertinenti disposizioni della Convenzione di Montreal per la responsabilità dei vettori aerei dell'Unione;
- l'allegato IV del regolamento (CE) n. 216/2008, in particolare i punti 1.b, 4.a, 4.c e 4.c.1, relativi alle procedure operative, alle limitazioni del velivolo e ai fattori che incidono sulle prestazioni in atterraggio;
- l'articolo 31 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, quale criterio generale di interpretazione.
Ragionamento della Corte
La Corte ha ribadito, in continuità con la sentenza Niki Luftfahrt (C‑532/18), che la nozione di "incidente" ha, nel suo senso comune, i tratti di un evento involontario, dannoso e imprevisto. Ha però escluso che la valutazione del carattere "imprevisto" possa dipendere dalla prospettiva soggettiva del singolo passeggero, perché ciò produrrebbe risultati paradossali e amplierebbe eccessivamente la responsabilità del vettore.
La Corte ha invece affermato che il parametro corretto è oggettivo e va ricavato dalle procedure operative, dalle limitazioni tecniche dell'aeromobile e dalle migliori pratiche del settore. In particolare, un volo o un atterraggio eseguito nel rispetto del manuale di volo, delle limitazioni operative, delle tolleranze e dei margini previsti per i fattori che influenzano l'atterraggio non può essere considerato "imprevisto" ai fini dell'articolo 17, paragrafo 1.
Applicando tali criteri al caso concreto, la Corte ha osservato che il giudice del rinvio aveva descritto un atterraggio senza errore del pilota, con carico verticale di 1,8 g, inferiore al limite di 2 g del costruttore, e reso necessario anche dalla particolare conformazione montuosa dell'aeroporto. In tali condizioni, salve le verifiche finali del giudice nazionale, non sussiste un "incidente" e quindi non può sorgere la responsabilità del vettore.
Decisione e principio affermato
La Corte ha risposto che l'articolo 17, paragrafo 1, della Convenzione di Montreal deve essere interpretato nel senso che la nozione di "incidente" non comprende un atterraggio conforme alle procedure e alle limitazioni operative applicabili all'aeromobile, anche se il passeggero lo abbia percepito come imprevisto.
Implicazioni pratiche
Per la prassi contenziosa, la sentenza conferma che la domanda risarcitoria del passeggero non può fondarsi sulla sola percezione soggettiva di bruschezza dell'atterraggio. Occorre verificare se l'evento sia fuoriuscito dal normale esercizio tecnico-operativo dell'aeromobile oppure se, al contrario, sia rimasto nei limiti consentiti dal costruttore e dalle procedure di volo. Solo nel primo caso potrà parlarsi di "incidente" ai sensi della Convenzione di Montreal.
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