Cassazione Penale, Sentenza n. 38783/2022 del 13/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà che, in riesame, aveva annullato la misura di custodia cautelare in carcere applicata dal GIP per il reato di concorso in incendio aggravato (fatto del 18/01/2020). Il Procuratore denunciava difetto di motivazione della decisione sulla gravità indiziaria, contestando la valutazione della chiamata di correo resa da Martin Marius (criticandone la presunta inattendibilità, la tardività e le spiegazioni alternative della reticenza) e l'omessa considerazione dei riscontri esterni indicati dall'accusa (contatti tra Nugara e soggetti coinvolti, disattivazione dell'utenza cellulare), sostenendo che il Tribunale non ha adeguatamente valorizzato tali elementi come conferme dell'accusa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il gravame conteneva, di fatto, una diversa rilettura del compendio probatorio e non una censura alla struttura motivazionale dell'ordinanza sotto i profili della effettività, coerenza e congruità logica. La Suprema Corte ha rilevato che il Tribunale aveva compiuto una valutazione complessiva ritenendo la chiamata di correo affetta da profili di non attendibilità e che i presunti riscontri esterni erano stati in parte spiegati con alternative non incriminanti o risultavano generici; il ricorso si limitava a rimettere in discussione il merito delle valutazioni, il che eccede i limiti del sindacato di legittimità.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
ai sensi dell'art. 309 cod. proc. pen.
Individua il Tribunale quale giudice del riesame delle misure cautelari; nel caso il Tribunale, esercitando tale funzione, ha valutato la gravità indiziaria e disposto l'annullamento della custodia cautelare.
principio giurisprudenziale sul sindacato in Cassazione della motivazione cautelare
La Corte di legittimità può dichiarare inammissibile un ricorso quando esso si risolve in una diversa lettura dei fatti e degli indizi senza censurare la struttura motivazionale (effettività, coerenza, congruità logica) dell'atto impugnato; non è consentito il riesame di merito delle valutazioni sulla gravità indiziaria.
Massime di principio
- In sede di impugnazione in Cassazione di provvedimenti cautelari, non è sufficiente proporre una diversa lettura dei fatti: occorre censurare la motivazione sotto i profili di effettività, coerenza e congruità logica per evitare l'inammissibilità.
- La chiamata di correo (collaborazione del dichiaratore) richiede valutazione puntuale della credibilità soggettiva e dell'esistenza di riscontri esterni non generici; incongruenze, reticenze o mancanza di riscontri indeboliscono la gravità indiziaria.
- Elementi quali contatti telefonici o disattivazione di utenze devono essere collegati in modo individualizzante all'imputato per costituire riscontro significativo: contatti generici non sono di per sé conferma dell'accusa.
- La tardività di una dichiarazione può essere spiegata da esigenze contrapposte del dichiarante, ma è compito del giudice valutare se tali spiegazioni rendono la dichiarazione ancora attendibile; la Cassazione non sostituisce questa valutazione con una diversa prospettazione fattuale.
- Per difendere efficacemente una misura cautelare in sede di legittimità, il ricorrente deve dimostrare che la motivazione ha vizi strutturali (contraddittorietà, illogicità o insufficienza effettiva), non limitarsi a ribadire gli stessi elementi probatori con diversa interpretazione.
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