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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20207/2022 del 24/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva confermato la condanna, a seguito di giudizio abbreviato, per bancarotta fraudolenta per distrazione (capo a) e bancarotta documentale semplice (capo b). Le censure dedotte dalla difesa miravano a: 1) travisamento di prova e carenza, contraddittorietà e illogicità della motivazione riguardo all'elemento oggettivo della distrazione, in particolare contestando che il bonifico di euro 720.000 alla societa LAVORI STRADALI s.r.l. fosse distrattivo in assenza di prova della simulazione della cessione del contratto di leasing e rilevando la perizia che avrebbe valutato l'immobile intorno a euro 1.465.600; 2) insufficienza e travisamento della motivazione circa l'elemento soggettivo e l'attribuzione alla ricorrente della qualita di amministratore di fatto, sostenendo che il vero dominus fosse il padre Maurizio Luraghi e che le dichiarazioni della zia Angela Maria Luraghi siano state estrapolate e travisate.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto i motivi privi di specificità perché si limitano a riproporre deduzioni già svolte nei gradi di merito e disattese, configurando un vizio di motivazione generico. Quanto al primo motivo, i Giudici di merito avevano adeguatamente motivato la qualificazione della cessione come fittizia e la mancanza di contropartita, richiamando assenza di scritture contrattuali, la nota integrativa del bilancio 2008 che segnala la mancata perfezione della cessione e le dichiarazioni del curatore fallimentare; la relazione peritale sul valore dell'immobile non intaccava questa valutazione. Quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto congrua e coerente la ricostruzione delle funzioni svolte da Barbara Luraghi (firma di assegni, prelievo documentazione, gestione conti, ruolo in altre societa di famiglia) che giustificano la qualifica di amministratrice di fatto e la consapevolezza dolosa. Per tali ragioni il ricorso è inammissibile e la ricorrente è condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalla difesa per enunciare i motivi di cassazione; la Corte ha valutato i motivi alla luce del principio di specificità richiesto da tale norma e li ha dichiarati inammissibili per insufficiente specificità.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai criteri di valutazione della prova; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano osservato detti criteri nel valutare la mancanza di scritture contrattuali e le dichiarazioni acquisite.

  • art. 533 cod. proc. pen., comma 1, lett. e

    Richiamato come norma procedurale connessa ai motivi di cassazione; la Corte ha ritenuto che le censure dedotte non superino il vaglio di specificità e rilevanza richiesto.

  • artt. 216, 217, 223, 224 legge fallimentare

    Norme del diritto fallimentare richiamate in relazione alla fattispecie di bancarotta; la Corte di merito ha applicato i criteri pertinenti per qualificare la distrazione e la bancarotta documentale sulla base della prova emersa.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per condannare la ricorrente al pagamento delle spese e alla sanzione di euro 3.000 alla Cassa delle ammende in quanto il ricorso è stato ritenuto evidentemente inammissibile e affetto da profili di colpa.

Massime di principio

  • In cassazione i motivi devono essere specifici e non costituiscono luogo per rimettere in discussione temi puramente fattuali o la diversa valutazione delle prove già esaminate nei gradi di merito.
  • La censura per travisamento della prova richiede l'indicazione puntuale della prova decisiva affetta da erronea valutazione e l'effetto di tale travisamento sulla decisione; mere riaffermazioni argomentative disattese in sede di merito sono inidonee.
  • La qualifica di amministratore di fatto può fondarsi su comportamenti concreti e ripetuti (es. gestione documentazione, firma di assegni, gestione conti, ruolo in societa collegate) e non solo sulla formale iscrizione negli organi sociali.
  • Operazioni tra societa riconducibili agli stessi soggetti che non siano supportate da scritture contrattuali e da una effettiva contropartita possono integrare la fattispecie della distrazione di beni della fallita.
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanne al pagamento delle spese e di somme a titolo di ammenda ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto va valutata la fondatezza minima prima di proporre impugnazioni in cassazione.

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