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Sentenza

Sentenza n. 1071/2026 - Bari, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601149

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato rilasciato nell’ambito del decreto flussi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato, deducendo travisamento dei fatti e difetto di istruttoria: aveva prodotto documentazione relativa alla disponibilità di un alloggio, ma sosteneva che la discordanza rilevata nella ricevuta di registrazione del contratto di locazione dipendesse da un errore dei sistemi informatici. Ha inoltre lamentato la violazione del contraddittorio per non aver avuto conoscenza della comunicazione di avvio del procedimento. La Prefettura ha eccepito l’inammissibilità per omessa notifica al datore di lavoro e ha chiesto il rigetto, sostenendo la non autenticità della ricevuta.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso nel merito, prescindendo dall’eccezione di inammissibilità per omessa notifica al datore di lavoro in applicazione del criterio della ragione più liquida. La revoca era fondata sulle verifiche dell’Agenzia delle Entrate, dalle quali risultava che il numero di registrazione indicato nella ricevuta corrispondeva a un atto tra soggetti diversi e che il protocollo telematico non risultava. La dichiarazione dell’intermediario attestava soltanto la conformità delle stampe agli originali, non l’effettiva registrazione presso l’Agenzia; l’ipotesi di un errore informatico e della successiva sostituzione dell’invio era congetturale, priva di prova documentale e cronologicamente incompatibile con gli accertamenti. Né la successiva registrazione né il certificato di idoneità alloggiativa, che prova l’idoneità dell’immobile ma non il titolo di disponibilità, sanavano la produzione originaria del documento non autentico. Poiché la disponibilità di un alloggio idoneo è requisito essenziale e la revoca era vincolata all’accertamento del difetto, il provvedimento non avrebbe potuto avere contenuto diverso; l’eventuale vizio partecipativo era quindi irrilevante ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    il potere di revoca vincolato all’accertamento di tale difetto, il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso e l’eventuale vizio partecipativo è irrilevante ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, della Legge n. 241 del 1990.

    Il vizio partecipativo non comporta l’annullabilità quando, accertato il difetto del requisito essenziale, il potere è vincolato e il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso.

Massime di principio

  • La disponibilità di un alloggio idoneo, quando costituisce requisito per il rilascio del nulla osta all’ingresso per lavoro, deve essere comprovata con documentazione genuina; una registrazione successiva non sana la produzione originaria di una ricevuta non autentica.
  • Il certificato di idoneità alloggiativa attesta l’idoneità dell’immobile, ma non dimostra di per sé il titolo giuridico in base al quale l’interessato ne dispone.
  • Quando la revoca consegue in modo vincolato all’accertamento della mancanza di un requisito essenziale e non residua la possibilità di un diverso contenuto dispositivo, l’eventuale violazione del contraddittorio procedimentale è irrilevante ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaInvalidità del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiVizi formali non invalidantiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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