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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5422/2022 del 16/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Ministero impugnava l'ordinanza della Corte d'appello di Campobasso che aveva riconosciuto la riparazione per ingiusta detenzione per 33 giorni (5/12/2010-7/1/2011) subiti dalla Catelli, arrestata con ordinanza del G.I.P. per illecita gestione di rifiuti (capo 1, art. 260 d.lgs. 152/2006) e per falsi certificati di analisi (capo 12, artt. 258 co.4 d.lgs. 152/2006 e art. 483 c.p.). In appello la Catelli era poi stata assolta per il capo 1 (sentenza irrevocabile) mentre il capo 12 era stato dichiarato estinto per prescrizione in primo grado. Il Ministero denunciava violazione di norme processuali (art.127, 314, 315 c.p.p.), vizi di motivazione per non aver valutato la memoria difensiva depositata dallAvvocatura dello Stato, disparità di trattamento rispetto ad altri coimputati e errata valutazione della condotta della Catelli ai fini dellindennizzo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo ed assorbente gli altri, rilevando che la Corte d'appello non ha valutato d'ufficio la rilevanza della prescrizione (capo 12) ai fini del diritto alla riparazione. La Cassazione ha ricordato che, quando il reato è estinto per prescrizione, il diritto allindennizzo non sussiste salvo che la durata della custodia cautelare superi la pena astrattamente irrogabile (o quella concretamente inflitta) o sia accertata in astratto lingiustizia formale della privazione della libertà. Inoltre la Corte d'appello avrebbe dovuto esaminare, se del caso, la condotta della reclamante come possibile concausa della detenzione e valutare eventuali riduzioni del quantum. Per questi motivi la Suprema Corte ha annullato lordinanza impugnata e ha rinviato la causa per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Campobasso.

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Riferito al termine per il deposito di memorie prima delludienza: questioni sul rispetto del termine di cinque giorni e sulla ammissibilità della memoria sono state rilevate in ricorso ma la Cassazione non ha deciso definitivamente sul punto, avendo ritenuto assorbente il motivo relativo allart. 314 c.p.p.; in ogni caso il contraddittorio deve essere garantito.

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Norma centrale del processo di equa riparazione: la Corte ha ricordato che il diritto allindennizzo è escluso se il reato si estingue per prescrizione, salvo i casi in cui la detenzione ecceda la pena astrattamente irrogabile o risulti accertata lingiustizia formale; il giudice deve inoltre valutare la condotta della persona detenuta come possibile concausa e, se presente, potà ridurre limporto.

  • art. 315 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla disciplina delle memorie e dei termini, ma la Cassazione non ha risolto la contestazione procedurale in via definitiva.

  • art. 24 Cost.

    Citata nel ricorso con riferimento al diritto di difesa e al principio del contraddittorio; la decisione sottolinea la necessità di garantire il contraddittorio ma non ha deciso definitivamente sulle specifiche eccezioni procedurali sollevate.

  • d.lgs. 152/2006, art. 260

    Norma sostanziale relativa allillecita gestione dei rifiuti, indicata come capo 1 dellimputazione per cui la resistente fu poi assolta.

  • d.lgs. 152/2006, art. 258 co.4

    Norma sostanziale richiamata per il capo 12 (falsi certificati) che in primo grado risultò estinto per prescrizione.

  • art. 483 cod. pen.

    Richiamato come riferimento per il reato di falsificazione connesso al capo 12 dellimputazione.

Massime di principio

  • Se il reato per cui fu disposta la custodia cautelare è estinto per prescrizione, il diritto allindennizzo per ingiusta detenzione non sussiste di regola: il giudice deve verificare se la durata della detenzione superi la pena astrattamente irrogabile (o quella concretamente inflitta); solo la parte eccedente può dare luogo a riparazione.
  • Il giudice dellequa riparazione è tenuto a considerare dufficio gli effetti della prescrizione: se non lo fa, la decisione può essere annullata e la causa rimessa per un nuovo esame.
  • La condotta del detenuto va valutata: la colpa lieve non impedisce automaticamente lindennizzo ma può giustificare una riduzione dellimporto; una condotta gravemente concausativa può invece incidere più rilevantemente e, a seconda dei casi, limitare o escludere la riparazione.
  • Sulle questioni procedurali relative al deposito tardivo di memorie (art.127 c.p.p. e richiamo art.315), i giudici devono bilanciare il rispetto dei termini con il principio del contraddittorio; se una parte eccepisce latenà, il giudice può disporre ulteriori udienze o valutare lammissibilità per garantire la possibilità di replica.
  • In presenza di più questioni rilevanti (prescrizione, responsabilità concorrente, quantificazione dellindennizzo), il giudice dappello deve affrontarle tutte, dufficio se necessario, perché lacquisizione o lesclusione del diritto alla riparazione può dipendere dalluna sola di esse.

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