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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5586/2022 del 17/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione basata su tre censure principali: 1) errata qualificazione della condotta indicata al capo D come tentato omicidio, poiché la Corte territoriale avrebbe ritenuto sussistente solo il dolo eventuale dell'imputato mentre la giurisprudenza stabilisce che il tentativo richiede dolo diretto; 2) mancata valutazione e motivazione sul riconoscimento dell'attenuante dell'esiguita del danno patrimoniale (art. 62, co. 1, n. 4 c.p.) con riferimento allo scippo contestato in capo A, dato che la vittima aveva dichiarato un danno molto esiguo; 3) vizio di motivazione e violazione di legge per il diniego della rinnovazione dell'istruttoria nella forma della perizia balistica richiesta per accertare le traiettorie dei colpi sparati dall'assistente Flagiello e verificare la sua posizione al momento degli spari, deducendo che la perizia fosse necessaria a chiarire incongruenze testimonali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso: ha ritenuto fondati il secondo e il terzo motivo e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio limitatamente al delitto di cui al capo D (tentato omicidio) e alla mancata valutazione dell'attenuante di cui all'art. 62, primo comma, n. 4 c.p. La Suprema Corte ha inoltre censurato la disapplicazione del principio secondo cui il dolo eventuale non è compatibile con il tentativo, e ha inviato gli atti per un nuovo giudizio sui punti annullati. Gli altri profili della sentenza di merito non oggetto di annullamento restano efficaci.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Richiama il principio che il tentativo richiede il compimento di atti diretti in modo non equivoco alla consumazione del reato; la Corte ha ricordato che il dolo eventuale non è compatibile con il tentativo, che presuppone dolo diretto

  • art. 575 cod. pen.

    Norma sostanziale sul delitto di omicidio e, per relazione, sul tentativo di omicidio; la valutazione della sussistenza del tentativo richiede l'accertamento sia dell'idoneità degli atti che dell'elemento soggettivo adeguato

  • art. 62, primo comma, n. 4 cod. pen.

    Prevede l'attenuante per il danno patrimoniale di particolare tenuità; la Corte ha rilevato che la mancata considerazione in motivazione di tale attenuante impone il riesame del profilo nella nuova fase di merito

Massime di principio

  • Nel reato di tentato omicidio il dolo eventuale non è compatibile: se il giudice ritiene provato solo il dolo eventuale la fattispecie deve essere riqualificata in reato diverso, tipicamente lesioni, e non sussiste il tentativo
  • La valutazione dell'attenuante per particolare tenuità del danno richiede espressa e motivata considerazione in sentenza; la sua omissione è motivo di cassazione quando rilevante ai fini della determinazione della pena
  • La richiesta di rinnovazione istruttoria con perizia deve essere valutata concretamente: se la perizia è diretta a rilevanze determinanti per la ricostruzione dei fatti e non è meramente generica, il diniego deve essere adeguatamente motivato; altrimenti può costituire vizio di motivazione
  • In sede di controllo di legittimità la Suprema Corte verifica sia l'idoneità oggettiva degli atti a produrre l'evento sia la corrispondenza dell'elemento soggettivo con i requisiti del reato contestato; incoerenze o disapplicazioni di principi consolidati determinano annullamento con rinvio
  • Quando la motivazione di merito si fonda su valutazioni probatorie specifiche (es. referti medici, accertamenti tecnici), la Corte deve chiarire come tali elementi incidano sulla sussistenza del dolo e dell'idoneità materiale della condotta; mancata esplicitazione può comportare la rinnovazione del giudizio

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