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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36971/2023 del 07/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 15 marzo 2023 con cui la Corte d'appello di Napoli, in sede di esecuzione, ha rideterminato la pena complessiva applicando, nell'ambito della continuazione, un aumento di pena per il capo C) (sentenza del 16/10/2014) in misura superiore a quella fissata dal giudice della cognizione (pena di anni 3 di reclusione). Il ricorrente deduce la violazione del divieto di reformatio in peius e del principio stabilito dalle Sezioni Unite nella nota sentenza "Nocerino"

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può quantificare gli aumenti di pena per i reati-satellite in misura superiore a quelli fissati dal giudice della cognizione con sentenza irrevocabile. Avendo il giudice dell'esecuzione applicato per il capo C) un aumento eccedente rispetto alla pena di anni 3 precedentemente fissata, la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuova determinazione conformemente al principio richiamato

Norme richiamate

  • Sentenza Sezioni Unite "Nocerino" (giurisprudenza)

    Sez. U, n. 6296 del 24/11/2016, dep. 2017, Rv. 268735

    Principio interpretato: il giudice dell'esecuzione, nel rideterminare il trattamento sanzionatorio per effetto della continuazione, non può quantificare aumenti di pena per i reati-satellite in misura superiore a quelli fissati dal giudice della cognizione nella sentenza di condanna irrevocabile

  • Precedente annullamento della Cassazione

    Sez. 1, n. 46922 del 6/10/2022

    Rilevato che una precedente ordinanza (3/6/2021) era stata già annullata per carenze motivazionali (mancato scorporo e mancata motivazione sulla pena base e sugli aumenti), richiede una nuova determinazione corretta

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione deve rispettare i limiti delle pene individualmente fissate dal giudice della cognizione; non può aumentare per singolo reato più di quanto già stabilito nella sentenza irrevocabile
  • L'applicazione della continuazione richiede motivazione chiara e, se necessario, lo scorporo dei reati; l'assenza di motivazione sulla pena base o sugli aumenti può determinare l'annullamento
  • La tutela contro la reformatio in peius si estende anche in sede di esecuzione: il rialzo della pena in peius rispetto alla decisione di merito è vietato
  • Se la Corte di cassazione annulla per violazione del principio "Nocerino", il rinvio deve essere effettuato ad altra sezione della Corte d'appello per garantire un nuovo giudizio imparziale e conforme al principio
  • In caso di dubbio sulla corretta quantificazione degli aumenti per la continuazione, l'organo che decide in esecuzione deve attenersi strettamente ai parametri e alle motivazioni già adottate nella sentenza irrevocabile oppure fornire motivazione esaustiva e compatibile con i limiti di quella sentenza

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