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Ordinanza

Ordinanza n. 710/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202300936

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sull'istanza volta all'acquisizione ex art. 42-bis del testo unico espropri o alla restituzione delle aree, nonché alla conclusione del procedimento di acquisizione di ulteriori terreni

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti avevano impugnato il silenzio serbato dal Comune di Ravanusa sull'atto di invito e diffida del 13 luglio 2022, chiedendo che l'amministrazione provvedesse all'acquisizione delle aree ai sensi dell'art. 42-bis del testo unico sulle espropriazioni oppure alla loro restituzione previa rimessione in pristino. La sentenza del TAR del 22 maggio 2025 n. 1130 aveva accolto il ricorso, accertato l'illegittimità del silenzio e ordinato al Comune di pronunciarsi entro sessanta giorni, nominando, per l'eventuale inerzia, il Prefetto di Agrigento quale Commissario ad acta, con facoltà di delega. Decorso il termine senza l'attivazione dell'intervento sostitutivo, i ricorrenti hanno chiesto la sostituzione del Commissario. Il TAR ha quindi richiesto chiarimenti al Prefetto, che ha spiegato il mancato insediamento con una svista nella protocollazione dell'istanza, dichiarando la propria disponibilità a svolgere l'incarico.

La decisione

Il TAR ha ritenuto non necessaria la sostituzione del Commissario ad acta, poiché il mancato avvio dell'attività sostitutiva è stato ricondotto a una mera svista nel processo di protocollazione, successivamente corretta, e il Prefetto ha confermato la piena disponibilità a svolgere l'incarico. Il Collegio ha pertanto confermato il Prefetto di Agrigento, con facoltà di delega, nell'incarico già conferito con la sentenza n. 1130/2025 e ha prorogato di ulteriori sessanta giorni il termine per l'intervento sostitutivo, decorrenti dalla comunicazione o dalla notificazione dell'ordinanza. Ha inoltre disposto che il Commissario relazioni al Tribunale all'esito dell'attività. L'ordinanza non definisce nuovamente la domanda di merito, già accolta con la sentenza precedente.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    La disposizione è richiamata quale base normativa della richiesta dei ricorrenti di acquisizione delle aree occupate, alternativa alla restituzione e alla rimessione in pristino.

  • art. 117, comma 2, c.p.a.

    a pronunciarsi espressamente entro il termine di giorni 60 (sessanta)

    È richiamato quale fondamento della condanna dell'amministrazione a provvedere espressamente e della nomina del Commissario ad acta in caso di persistente inerzia.

Massime di principio

  • Quando il commissario ad acta non avvia tempestivamente l'attività sostitutiva, il giudice dell'ottemperanza o del giudizio sul silenzio può acquisire chiarimenti prima di disporne la sostituzione.
  • La sostituzione del commissario ad acta non è necessaria se il ritardo nell'insediamento dipende da un errore meramente materiale o organizzativo, successivamente corretto, e il commissario conferma la disponibilità a svolgere l'incarico.
  • In presenza di una persistente esigenza di esecuzione dell'ordine giudiziale, il giudice può confermare il commissario già nominato e assegnargli un ulteriore termine per l'intervento sostitutivo, imponendo una relazione finale al Tribunale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaOccupazione illegittima e acquisizione sanante
RamiProcesso amministrativoEspropriazione per pubblica utilità
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSilenzio della pubblica amministrazione

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