Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3033/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo dei macchinari industriali presenti presso la sede della D.P. Group (precedentemente occupata dalla fallita IMS s.r.l.s.), disposta in relazione ai reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale. Il ricorrente articolava due motivi: (1) vizio di motivazione e carenza di verifica circa il suo interesse ad impugnare (art. 322 e 568 c.p.p.), sostenendo di avere un interesse concreto in quanto in passato rappresentante legale della fallita e ora coinvolto nella D.P. Group, con possibilità di dimostrare la liceità della cessione dei beni; (2) vizio di motivazione relativo alla legittimità della perquisizione (artt. 247 e 250 c.p.p.), deducendo contraddizione fra il decreto di perquisizione diretto alla ricerca di scritture presumibilmente sottratte o distrutte e l'effettiva utilità della ricerca, nonché possibile intrusività volta a ricercare elementi per delitti diversi.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse e ha confermato la validità dell'ordinanza impugnata. Ha ritenuto che: (i) rispetto alla fallita l'interesse alla restituzione spetti esclusivamente al curatore fallimentare e non all'indagato che non sia titolare del bene; (ii) il ricorrente non ha dimostrato un interesse concreto, attuale e concreto alla proposizione dell'impugnazione, la mera qualità di indagato non è sufficiente; (iii) la perquisizione era legittima in quanto mirava anche a reperire altra documentazione relativa ai rapporti tra IMS e D.P. Group e la ricerca è fondata anche quando sia distrutta o sottratta solo parte della documentazione; (iv) risultavano elementi di fumus per le ipotesi di bancarotta e la D.P. Group aveva acquisito i locali e mantenuto la disponibilità dei beni; infine il ricorrente è stato condannato al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Indica i soggetti legittimati all'impugnazione in materia di misure cautelari reali, ma la Corte interpreta che la mera indicazione normativa non attribuisce automaticamente interesse concreto: è comunque necessario dimostrare un interesse concreto e attuale alla restituzione della cosa.

  • art. 568 cod. proc. pen.

    Richiede che l'impugnante abbia un interesse concreto e attuale: la Corte lo applica per escludere la legittimazione dell'indagato privo di titolarità sui beni sequestrati.

  • art. 247 cod. proc. pen.

    Norma sulla perquisizione: la Corte ritiene che la perquisizione sia stata correttamente disposta nei limiti indicati, diretta anche alla ricerca di documentazione commerciale e contabile pertinente.

  • art. 250 cod. proc. pen.

    Regole procedurali sulla perquisizione e sequestro; la Corte valuta come legittime le modalità e la finalità della perquisizione eseguita.

  • art. 216, comma 1, n. 2, Legge fallimentare

    Configura la bancarotta fraudolenta documentale per sottrazione o distruzione di scritture: la Corte afferma che il reato può sussistere anche se la sottrazione o distruzione riguarda solo parte delle scritture, giustificando quindi la perquisizione e il sequestro.

  • art. 358 cod. proc. pen.

    Attribuisce al pubblico ministero il potere di procedere ad accertamenti: la Corte ricorda che la perquisizione può servire anche per accertamenti integrativi e per rinvenire elementi a favore dell'indagato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'obbligo di versamento in caso di condanna alle spese per la Cassa delle ammende; applicata dalla Corte per condannare il ricorrente al pagamento di euro 3.000.

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari reali, la legittimazione ad impugnare richiede non solo una qualifica formale (es. indagato) ma la dimostrazione di un interesse concreto e attuale all'effetto pratico dell'impugnazione (principalmente la restituzione del bene).
  • Quando i beni sequestrati appartenevano a una società dichiarata fallita, l'interesse alla restituzione compete di norma al curatore fallimentare e non all'indagato privo di titolarità; questo limita fortemente la possibilità per l'indagato di impugnare il sequestro.
  • La perquisizione finalizzata a reperire documentazione contabile è legittima anche quando l'accusa sostiene la sottrazione o distruzione di parte delle scritture, poiché il reato può sussistere anche se è stata sottratta o distrutta solo parte della documentazione e perché la ricerca può trovare rimanenze probatorie o elementi a favore dell'indagato.
  • Per impugnare con successo un provvedimento reale è essenziale provare la titolarità o un concreto diritto di disponibilità sui beni (contratti, atti di trasferimento, inventari, ruoli societari formali) o indicare l'utilità pratica immediata e specifica conseguente alla riforma del provvedimento.
  • In sede di Cassazione i motivi di impugnazione relativi alla motivazione del giudice sono valutati nei limiti della violazione di legge o dell'assoluta carenza di motivazione: mere critiche teoriche alla decisione senza dimostrazione dell'effetto pratico sull'interesse dell'impugnante sono inammissibili.
  • Se vi sono più ragioni autonome poste a fondamento del provvedimento impugnato, il ricorrente deve censurarle tutte specificamente: colpire solo una delle ragioni non è sufficiente a garantire l'accoglimento dell'impugnazione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.