Sentenza n. 951/2026 - Bologna, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: autorizzazioni comunali all’esecuzione di lavori di scavo su suolo pubblico, nella parte relativa alle metodologie di scavo e alle modalità di ripristino del manto stradale
Esito
Favorevole al resistente (ente locale)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato le autorizzazioni rilasciate dall’Unione della Romagna Faentina per lavori di scavo nel Comune di Solarolo, contestando, nella parte di interesse, l’imposizione dello scavo tradizionale sulla sede stradale, della mini-trincea sui marciapiedi e di modalità di ripristino definitivo del tappeto di usura ritenute più restrittive e contrastanti con le prescrizioni tecniche del D.M. 1° ottobre 2013. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 19 febbraio 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione, rappresentando che era stato sottoscritto un protocollo d’intesa con la società in house Lepida S.p.A. sulla regolamentazione degli interventi sull’intero territorio regionale e che, per effetto di tale sopravvenienza, non sussistevano più le criticità originariamente denunciate.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del ricorso, senza esaminare nel merito le censure rivolte alle autorizzazioni. Il Collegio ha rilevato che l’interesse a ricorrere deve persistere per tutta la durata del giudizio e richiede una lesione concreta e attuale nonché un’utilità effettiva derivante dall’eventuale annullamento dell’atto. Ha inoltre affermato che, a fronte dell’espressa dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse, il giudice non può decidere il merito, procedere d’ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, dovendo pronunciare l’improcedibilità. Le spese sono state compensate, in ragione della concorde richiesta delle parti.
Norme richiamate
art. 100 c.p.c.
L’interesse a ricorrere presenta i requisiti dell’interesse ad agire: lesione concreta e attuale della sfera giuridica e utilità effettiva derivante dalla decisione favorevole.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento in relazione alla trattazione della causa in udienza di smaltimento; il testo non attribuisce a tale disposizione uno specifico ruolo decisorio.
Massime di principio
- L’interesse a ricorrere deve sussistere non solo al momento della proposizione della domanda, ma per tutta la durata del giudizio; se l’annullamento dell’atto non è più idoneo a procurare un vantaggio concreto al ricorrente, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, il giudice amministrativo deve recepire tale dichiarazione e dichiarare l’improcedibilità, senza esaminare il merito, procedere d’ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
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