Sentenza n. 1839/2026 - Catania, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Messina, Sezione lavoro, sul riconoscimento della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza n. 1251/2025 del Tribunale di Messina, Sezione lavoro, passata in giudicato, con la quale era stato dichiarato il suo diritto alla fruizione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, prevista dall'art. 1, comma 121, l. n. 107/2015, per gli anni scolastici indicati nel titolo giudiziale. La sentenza era stata notificata via PEC al Ministero in forma esecutiva. Nonostante la rituale intimazione, il Ministero non si è costituito e non ha dato esecuzione al giudicato. La ricorrente ha quindi chiesto l'intervento del giudice dell'ottemperanza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo comprovati il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Messina, la sua rituale notificazione all'Amministrazione debitrice in forma esecutiva e il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto per l'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al titolo giudiziale entro sessanta giorni dalla notificazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale della Direzione per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di provvedere in via sostitutiva, su richiesta della ricorrente, entro ulteriori sessanta giorni. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 300, oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Fondamento processuale del ricorso per l'ottemperanza e dei poteri del giudice nell'imporre l'esecuzione del giudicato e disporre l'intervento sostitutivo.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
Prevede la Carta elettronica oggetto del diritto riconosciuto dal titolo giudiziale da eseguire.
art. 14 d.l. n. 669/1996
Prevede il termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della pubblica amministrazione.
art. 147, comma 1, lett. a), l. n. 388/2000
Richiamato quale disposizione modificativa dell'art. 14 d.l. n. 669/1996.
art. 44, comma 3, lett. a), d.l. n. 269/2003, convertito dalla l. n. 326/2003
Richiamato quale ulteriore disposizione modificativa della disciplina del termine dilatorio per l'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.
Massime di principio
- Quando una sentenza passata in giudicato, ritualmente notificata all'amministrazione in forma esecutiva, non viene eseguita dopo il decorso del termine dilatorio previsto per le azioni esecutive nei confronti della pubblica amministrazione, il giudice amministrativo può accogliere il ricorso per ottemperanza e ordinare all'amministrazione di conformarsi al giudicato entro un termine prefissato.
- Nel giudizio di ottemperanza, l'ulteriore inerzia dell'amministrazione può essere fronteggiata mediante la nomina di un commissario ad acta, incaricato di provvedere in via sostitutiva, anche con facoltà di delega, su richiesta della parte vittoriosa e secondo il termine stabilito dal giudice.
- L'accertamento del passaggio in giudicato del titolo, della sua notificazione all'amministrazione debitrice e del decorso del termine dilatorio costituisce presupposto sufficiente per l'accoglimento dell'azione di ottemperanza quando l'amministrazione non abbia dato esecuzione al comando giudiziale.
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