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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19204/2024 del 15/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato impugna la conferma di condanna per tentato furto aggravato sostenendo l'erronea applicazione della legge penale e, soprattutto, la carenza motivazionale della Corte d'appello circa la sussistenza e l'ascrivibilità del reato. La decisione di merito si sarebbe basata su un assunto apodittico — che "bastasse aprire il rubinetto per avere illecitamente l'acqua" — privo di riscontri probatori, non avendo il teste incaricato del sopralluogo (Palermo Calogero) potuto accertare né il passaggio di acqua né l'attività dell'allaccio abusivo. Si deduce inoltre che la Corte avrebbe indebitamente spostato l'onere probatorio sull'imputato rimproverandogli di non aver provato l'ipotesi alternativa (acquisto dell'acqua), mentre è l'accusa che deve dimostrare la colpevolezza. In sede di cassazione il difensore chiede annullamento e, subordinatamente, accertamento dell'estinzione del reato per prescrizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha rilevato che la motivazione della Corte d'appello è insufficiente e si è limitata a un assunto apodittico senza argomentazione logica né prova a supporto circa l'idoneità dell'allaccio a consentire il prelievo di acqua. Ha inoltre chiarito che il termine di prescrizione non era ancora decorso (termine massimo di 8 anni e 9 mesi calcolato dalla data del 30/03/2016, con scadenza prevista nel dicembre 2024). Per queste ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rimessa per nuovo esame ad altra sezione della Corte d'appello di Palermo.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Norma sul tentativo di reato: la Corte di merito aveva qualificato il fatto come tentato furto in base all'assunto che l'allaccio fosse idoneo a consentire il reato, ma la Cassazione ha ritenuto che tale qualificazione richiede prova e motivazione sull'idoneità dell'azione a realizzare il reato.

  • art. 530, comma 2, c.p.p.

    Prevede l'assoluzione quando vi è ragionevole dubbio sulla colpevolezza: la difesa aveva chiesto l'assoluzione ex art. 530, comma 2, sostenendo l'insufficienza probatoria; la Corte di cassazione non ha disposto l'assoluzione ma ha ritenuto la motivazione di merito carente, rinviando per nuovo esame.

  • artt. 157-161 cod. pen.

    Norme sulla prescrizione: la Cassazione ha applicato il combinato disposto per calcolare il termine massimo di prescrizione (8 anni e 9 mesi) a partire dalla data ritenuta di consumazione (30/03/2016), escludendo che il reato fosse estinto per prescrizione al momento della decisione.

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 53456 del 15/11/2018 (Rv. 274501-01)

    Citata a supporto dell'interpretazione del momento da cui computare la prescrizione in ipotesi omologa (riferimento alla data del rilascio dell'immobile/consumazione).

Massime di principio

  • Per configurare il tentativo è necessaria una motivazione specifica e prova dell'idoneità del mezzo o dell'azione a realizzare il reato; non è sufficiente un'affermazione apodittica.
  • Se un teste incaricato del sopralluogo non può attestare l'effettivo funzionamento o l'attivazione di un allaccio abusivo, detta incertezza deve essere valutata e motivata dalla corte; l'assenza di tale valutazione può determinare l'annullamento per carenza di motivazione.
  • L'onere della prova della colpevolezza resta in capo all'accusa: eccepire l'esistenza di ipotesi alternative (es. acquisto dell'acqua) non trasferisce all'imputato l'onere di provare la propria innocenza.
  • Quando la motivazione della decisione di merito è manifestamente insufficiente o sorretta da assunti non provati, la Cassazione preferisce l'annullamento con rinvio per nuovo esame piuttosto che pronunciarsi direttamente sulla responsabilità, salvo casi di manifesta insussistenza o estinzione del reato.
  • In contestazioni relative a furti o prelievi di servizi pubblici tramite allacci abusivi è utile per le parti procurare o richiedere accertamenti tecnici (es. verifica funzionalità allaccio, rilievi tecnici, documentazione societaria) perché la qualificazione come tentativo o consumazione dipende spesso da elementi tecnici di idoneità dell'impianto.

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