Cassazione Penale, Sentenza n. 43790/2023 del 30/10/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Le Amministrazioni ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del GUP dell'11/05/2023 perché aveva rigettato: (i) la richiesta di restituzione in termini finalizzata a consentire la costituzione di parte civile, motivando che l'omessa notifica dell'avviso di udienza preliminare non integrava causa di forza maggiore dato che la data era notoria e il termine per la costituzione era già spirato (art. 79 c.p.p. come modificato dal D. Lgs. 150/2022 e art. 421 c.p.p.); (ii) in subordine l'eccezione di nullità per omessa notifica e la loro qualifica di persone offese ai sensi dell'art. 285 c.p. Il GUP aveva inoltre ritenuto che le singole Amministrazioni non coincidenti con la nozione di "Stato" non avessero titolo a ricevere l'avviso e che il risarcimento restasse tutelabile in sede civile. Le ricorrenti hanno censurato la decisione come illegittima, illogica e abnorme, sostenendo che l'omessa notifica dell'avviso era causa di nullità sanabile con la restituzione in termini e che le Amministrazioni rappresentano lo Stato e quindi sono legittimate a costituirsi parte civile.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, dichiarandolo fondato. Ha ritenuto che il GUP avesse agito in abnormità sia "strutturale" (carenza di potere) sia "funzionale", perché aveva vanificato con l'ordinanza impugnata il precedente provvedimento dello stesso ufficio del 04/04/2023 che aveva disposto la notificazione dell'avviso e la rimessione nel termine. La decisione impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Brescia per il proseguo del procedimento. La Corte ha inoltre chiarito che gli avvocati dello Stato possono agire senza procura speciale se risulta la loro qualità e che il delitto di cui all'art. 285 c.p. è delitto contro la personalità dello Stato, per cui la qualifica di persona offesa è attribuibile allo Stato: la Presidenza del Consiglio (per il tramite dell'autorizzazione prevista) e il Ministero possono quindi rappresentare tale interesse.
Norme richiamate
art. 421 cod. proc. pen.
Richiamato per spiegare che, una volta che all'udienza preliminare siano stati ultimati gli accertamenti e si sia aperta la discussione, il termine per costituirsi parte civile è normalmente spirato; la Corte però ha ritenuto irrilevante tale argomento rispetto all'ordine successivo del 04/04/2023 che aveva rimesso le Amministrazioni nel termine
art. 79 cod. proc. pen.
menzione "come modificato dal D. lgs. 150 del 2022"
Norma che disciplina il termine per la costituzione di parte civile; il GUP aveva ritenuto il termine perentorio spirato in base alla nuova disciplina, ma la Corte ha valutato che l'ingiustificato mancato avviso e la successiva rimessione disposta avessero determinato responsabilità dell'ufficio giudicante
art. 285 cod. pen.
Il reato contestato è qualificato dalla giurisprudenza come delitto contro la personalità dello Stato; la Corte ha affermato che la qualifica di persona offesa è attribuibile allo Stato, e quindi le Amministrazioni che lo rappresentano possono essere legittimate a costituirsi parte civile
L. n. 3 del 1991, art. 1, comma 4
"La costituzione di parte civile dello Stato nei procedimenti penali deve essere autorizzata dal Presidente del Consiglio dei Ministri"
La Corte utilizza questa disposizione per confermare che la Presidenza del Consiglio rappresenta lo Stato nelle costituzioni di parte civile e che, quindi, la identificazione fra Stato e Presidenza è fondata sul testo normativo
D. Lgs. 150/2022
Richiamato in quanto ha modificato la disciplina del termine per la costituzione di parte civile (art. 79 c.p.p.); rilevante nel ragionamento del GUP sul decorso del termine
L. n. 260 del 1958, art. 4
Richiamata dalle Amministrazioni per sostenere la tesi della unità giuridica dello Stato e della legittimazione delle singole amministrazioni a rappresentarlo; la Corte ha comunque affermato la sovrapponibilità delle figure Stato/Presidenza ai fini della qualifica di persona offesa
Principio giurisprudenziale sulla rappresentanza dell'Avvocatura dello Stato
"consti della loro qualità"
La Corte conferma l'orientamento consolidato secondo cui gli avvocati dello Stato non necessitano di una procura speciale per compiere atti del loro ministero: è sufficiente che risulti la loro qualità per costituirsi e agire in giudizio per le amministrazioni pubbliche
Massime di principio
- L'omessa notifica dell'avviso di udienza preliminare a una pubblica amministrazione può giustificare la restituzione in termini per la costituzione di parte civile se la notifica viene effettuata e l'amministrazione agisce tempestivamente per ottenere la rimessione
- Gli avvocati dello Stato possono compiere atti processuali senza procura speciale purché risulti la loro qualità; ciò vale sia nel processo penale che per l'esercizio delle pretese civili della pubblica amministrazione
- Il delitto previsto dall'art. 285 c.p. è considerato un reato contro la personalità dello Stato: lo Stato è quindi persona offesa e la Presidenza del Consiglio (che autorizza la costituzione di parte civile dello Stato) ne rappresenta gli interessi in giudizio
- Un provvedimento del giudice che contraddice o vanifica un precedente atto del medesimo ufficio volto a sanare una omessa notificazione può essere dichiarato abnorme (carenza di potere o conflitto funzionale) e annullato in Cassazione
- La decadenza dalla costituzione di parte civile in sede penale non preclude in assoluto il diritto al risarcimento del danno, che può comunque essere tutelato in sede civile; tuttavia, la tempestività e la corretta notificazione nel penale restano decisive per partecipare al processo come parte civile
- La notorietà dell'esistenza del procedimento o la diffusione della data tramite stampa non sostituiscono la regolare notifica: la nullità per omessa notifica non va sanata con il solo riferimento alla conoscibilità del fatto, salvo che l'ordine giudiziale successivo non abbia effettivamente rimesso la parte nel termine
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