Cassazione Penale, Sentenza n. 17108/2022 del 02/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato su due motivi principali: 1) violazione degli artt. 292, comma 2, lett. c-bis c.p.p. e 324, comma 7 c.p.p. per carenza di autonoma valutazione degli elementi difensivi: la difesa aveva depositato documenti (dichiarazioni, fotografie, visura camerale, fatture, conto economico) comprovanti la provenienza lecita della somma sequestrata, che tuttavia non sarebbero stati considerati dal giudice, il quale si sarebbe limitato alle dichiarazioni rese dallindagato; 2) violazione dellart. 324 c.p.p., dellart. 416-bis, comma 7 c.p. e dellart. 27 Cost. per mancata motivazione sul nesso di pertinenzialità e sulla natura di profitto del reato della somma sequestrata, nonché per presunta contraddittorietà rispetto alle dichiarazioni rese da terzi (Lucia Grano) e alla data di rinvenimento rispetto alla chiusura dellincasso mensile dellattività commerciale. Si evocava altresì una precedente pronuncia che aveva annullato la misura cautelare personale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Motivazione: il primo motivo è inammissibile poiché il Tribunale del riesame aveva adeguatamente valutato e motivato il proprio apprezzamento sugli elementi difensivi; la carenza di autonoma valutazione attiene alla fase inaudita altera parte e non può essere oggetto di censura valida in sede di cassazione contro un provvedimento del riesame che abbia motivato correttamente. Il secondo motivo è infondato: per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di somme di denaro è sufficiente la verifica dellastratta configurabilità del reato e del fumus commissi delicti; non è necessaria la prova di un nesso di derivazione materiale tra la somma sequestrata e il reato, potendosi confiscare anche somme corrispondenti al valore nominale di quanto derivato dal reato. La Corte ha inoltre rilevato la valutazione del giudice sulla documentazione contabile e patrimoniale (libretto postale con depositi esigui, perdite dellattività agricola, esiguità dei ricavi) a sostegno della qualificazione della somma come profitto del reato.
Norme richiamate
art. 292 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione allobbligo di motivazione: la censura mirava allinsufficiente valutazione degli elementi difensivi, ma la Corte ha ritenuto che la motivazione richiesta fosse stata resa dal giudice del riesame.
art. 324 cod. proc. pen.
Norma sulla revisione delle misure cautelari e requisiti di motivazione; la Corte ha ritenuto corretta lapplicazione dal Tribunale del riesame e ha escluso lesistenza di vizi tali da rendere la motivazione inesistente o apparente.
art. 321 cod. proc. pen.
Norma relativa al sequestro preventivo finalizzato alla confisca: la Corte ha interpretato che il sequestro finale diretto di somme che costituiscono profitto del reato può riguardare anche somme corrispondenti al valore nominale di quelle derivanti dal reato, senza richiedere prova di nesso di derivazione materiale.
art. 416-bis cod. pen., comma 7
Riferimento al reato di associazione di tipo mafioso e alle misure; la Corte ha ritenuto che, ai fini del fumus commissi delicti, fosse sufficiente la apprezzata compatibilità della somma con attività illecita e lanalisi patrimoniale.
art. 27 Cost.
Richiamato dalla difesa (probabilmente in relazione ai limiti di responsabilità e proporzionalità), ma la Corte non ha ritenuto che lesione di profili costituzionali emergesse dalla motivazione impugnata.
Cass. Sez. U., n. 31617 del 26/06/2015 (Lucci)
Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta non è necessaria la prova del nesso di derivazione diretta tra la somma materialmente sequestrata e il reato ipotizzato.
Cass. Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017 e Cass. Sez. 6, n. 6589 del 10/01/2013
Giurisprudenza citata su limiti di ammissibilità del ricorso in materia di sequestro preventivo: la cassazione è ammessa per violazione di legge o per vizi della motivazione tali da rendere lautosufficienza argomentativa del provvedimento inesistente o priva dei requisiti minimi.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze sul sequestro preventivo è ammesso solo per questioni di diritto o per vizio motivazionale grave: non sono riesaminabili in questa sede questioni di merito e valutazioni di fatto, salvo che la motivazione sia del tutto mancante o apparente.
- Nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di denaro non è necessario provare il nesso materiale diretto tra la somma sequestrata e il reato; è sufficiente dimostrare il fumus commissi delicti e la compatibilità della situazione patrimoniale con lorigine illecita delle somme.
- La valutazione dellattendibilità degli elementi difensivi e della documentazione probatoria depositata è competenza del giudice di merito (GIP e Tribunale del riesame); la Cassazione verifica la legittimità della motivazione, non la ritrattazione dei fatti a meno che la motivazione non sia assente o manifestamente contraddittoria.
- Per contrastare efficacemente un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, la difesa dovrebbe puntare su: produzione documentale dettagliata e tracciabile (movimenti bancari, ricevute, fatture coerenti con i tempi), elementi che dimostrino la congruità della somma rispetto allattività lecita, e censurare in modo specifico eventuali vizi giuridici o di motivazione nel provvedimento impugnato.
- Quando si impugna davanti alla Cassazione, conviene concentrare i motivi su errori di diritto o su carenze argomentative manifeste nella motivazione (mancanza, contraddittorietà o illogicità), poiché il riesame di valutazioni probatorie di fatto è limitato.
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