Sentenza n. 924/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento a) del provvedimento del Comune di Salve, Prot. 1657 del 19.02.2021, venuto a conoscenza di Igeim s.r.l. in data 13.04.2021 a seguito dell'evasione dell'istanza di accesso agli atti del 26.03.2021; b) di ogni atto presupposto, connesso e/o consequenziale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Parere favorevole dell’Ufficio comunale al riposizionamento di una struttura precaria amovibile destinata a chiosco-bar, subordinato alla produzione di documentazione integrativa e al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche e idrogeologiche
Esito
Favorevole al resistente (comune)
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale del 19 febbraio 2021 con cui il Comune di Salve aveva espresso parere favorevole al riposizionamento di una struttura precaria amovibile già destinata a chiosco-bar gestito dalla società controinteressata, subordinando il successivo rilascio del permesso di costruire alla produzione di documentazione integrativa e all’ottenimento delle autorizzazioni paesaggistiche e idrogeologiche. È stata dedotta la violazione dell’art. 11 del d.P.R. 380/2001, per carenza di legittimazione attiva, nonché difetto di istruttoria, eccesso di potere e violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione. La controinteressata ha contestato le censure e chiesto il rigetto del ricorso. Successivamente, le parti hanno dichiarato di avere definito transattivamente ogni rapporto e di non avere più interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure dedotte. Ha escluso la cessazione della materia del contendere, poiché la dichiarazione delle parti e l’intesa transattiva non dimostravano la completa soddisfazione della pretesa azionata, presupposto richiesto dall’art. 34 c.p.a. Ha invece ritenuto configurabile la sopravvenuta carenza di interesse ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a., in quanto le parti possono disporre dell’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione e dichiarare di avere perduto ogni interesse alla pronuncia. Le spese sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 11 d.P.R. 380/2001
La disposizione è stata invocata dalla ricorrente quale parametro della dedotta carenza di legittimazione attiva, ma il giudice non ne ha esaminato il merito a causa dell’improcedibilità sopravvenuta.
art. 34 c.p.a.
La cessazione della materia del contendere presuppone la completa soddisfazione della pretesa azionata; una mera intesa transattiva tra le parti, priva di elementi dimostrativi di tale completa soddisfazione, non è sufficiente.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Riconosce la disponibilità dell’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione, consentendo alle parti di dichiarare la sopravvenuta perdita dell’interesse alla decisione.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere richiede la completa soddisfazione della pretesa azionata; la mera stipulazione di un accordo transattivo tra le parti non comporta tale esito se non emergono elementi idonei a dimostrare che la pretesa è stata integralmente soddisfatta.
- Quando le parti dichiarano di avere definito i propri rapporti e di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo può dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, anche in assenza dei presupposti per la cessazione della materia del contendere.
- La disponibilità dell’azione amministrativa permane sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione; fino a tale momento il ricorrente può rinunciare al ricorso o dichiarare la sopravvenuta perdita dell’interesse alla pronuncia.
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