Sentenza del 30/10/2015 n. 1126 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Tributi Erariali Indiretti - Iva - Agevolazioni prima casa - Abitazioni di lusso secondo i criteri di cui all'art. 6 DM 2.08.1969 - Superficie utile complessiva - cantine e soffitte - esclusione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda l'applicazione dell'agevolazione "prima casa" a un trasferimento imponibile IVA. Il punto controverso è stabilire se l'abitazione possieda caratteristiche di lusso in base alla superficie utile complessiva superiore a 240 mq, secondo i criteri dell'art. 6 del D.M. 2 agosto 1969. Per il calcolo della superficie utile devono essere esclusi i locali posti sotto il piano stradale, come le cantine, e quelli posti tra la soletta e il tetto, come le soffitte, quando non siano adibiti ad abitazione.
La decisione
La decisione afferma che, ai fini dell'agevolazione prima casa, la superficie dell'immobile deve essere calcolata escludendo cantine e soffitte non abitabili o comunque non destinate ad abitazione. Pertanto, tali locali non concorrono al superamento della soglia di 240 mq prevista per qualificare l'immobile come abitazione di lusso. Il testo non indica espressamente l'esito processuale formale, ma il principio enunciato è favorevole al contribuente quando l'esclusione di tali superfici consente di mantenere l'immobile sotto la soglia.
Norme richiamate
Art. 6 del D.M. 2 agosto 1969
Superficie utile complessiva superiore a 240 mq
La qualificazione dell'abitazione come di lusso deve essere verificata sulla base della superficie utile complessiva, calcolata secondo i criteri del decreto. Dal computo devono essere esclusi i locali posti sotto il piano stradale, come le cantine, e quelli posti tra la soletta e il tetto, come le soffitte, se non adibiti ad abitazione.
Disciplina dell'agevolazione prima casa per cessioni imponibili IVA
L'agevolazione spetta per l'acquisto di abitazioni prive delle caratteristiche di lusso. La verifica deve essere effettuata applicando i criteri oggettivi previsti dalla normativa vigente e, per la superficie, considerando soltanto gli spazi utili rilevanti secondo il D.M. 2 agosto 1969.
Massime di principio
- Nel verificare se un'abitazione supera la soglia dimensionale rilevante per la qualifica di immobile di lusso, non devono essere conteggiati automaticamente tutti i vani risultanti dalla planimetria o dalla superficie commerciale.
- Cantine e soffitte vanno escluse dal calcolo della superficie utile quando sono collocate rispettivamente sotto il piano stradale o tra la soletta e il tetto e non sono effettivamente adibite ad abitazione.
- La verifica dell'agevolazione prima casa deve basarsi sulle caratteristiche oggettive dell'immobile e sui criteri normativi applicabili al momento dell'acquisto, non su una valutazione generica della sua ampiezza o del suo valore.
- In caso di contestazione, è opportuno documentare destinazione d'uso, abitabilità, collocazione e caratteristiche strutturali di cantine e soffitte, poiché tali elementi possono incidere sul computo della superficie utile.
- L'esclusione dei locali accessori non è automatica se essi risultano concretamente destinati ad abitazione: la loro funzione effettiva può essere determinante.
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