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Ordinanza

Ordinanza n. 1969/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, della ordinanza del Responsabile dell’Area V del Comune di Bacoli n. 78 del 19.05.2026, notificata il 19.05.2026, recante ordine di demolizione di opere abusive, e di ogni altro atto alla stessa preordinato, presupposto, connesso, conseguente e collegato.

Giustizia amministrativa202604039

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di opere abusive

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario o gestore)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato l’ordinanza del Responsabile dell’Area V del Comune di Bacoli recante l’ordine di demolizione di opere abusive, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il giudice ha ritenuto apprezzabili i profili di fondatezza del ricorso sulla base della qualificazione giuridica delle opere contestate: anche ammettendo che esse necessitassero di un titolo edilizio e che fossero state realizzate abusivamente o in difformità dai titoli invocati dalla ricorrente, non sarebbero comunque state subordinate a permesso di costruire. È stata quindi contestata l’applicazione del regime sanzionatorio previsto dall’art. 31 d.P.R. n. 380/2001.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza di demolizione. La decisione è motivata dal fumus boni iuris, ravvisato nell’erronea applicazione dell’art. 31 d.P.R. n. 380/2001 a opere che, secondo la valutazione sommaria propria della fase cautelare, non erano subordinate a permesso di costruire, anche ove abusive o difformi dal titolo eventualmente necessario. Il giudizio di merito è stato fissato all’udienza pubblica del 7 aprile 2027. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.000 oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. L’ordinanza dispone inoltre l’oscuramento delle generalità della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Il regime sanzionatorio dell’ordine di demolizione previsto dalla disposizione non è applicabile a opere che non siano subordinate a permesso di costruire, anche se ritenute abusive o difformi da titoli edilizi eventualmente necessari.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale richiesta nel giudizio amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a sostegno dell’oscuramento delle generalità della ricorrente.

Massime di principio

  • L’ordine di demolizione fondato sull’art. 31 d.P.R. n. 380/2001 presuppone che le opere abusive siano subordinate a permesso di costruire; tale regime sanzionatorio non è applicabile quando le opere, pur eventualmente abusive o difformi da un titolo edilizio, richiedano al più un titolo diverso dal permesso di costruire.
  • In sede cautelare, è sufficiente la ravvisabilità di apprezzabili profili di fondatezza derivanti dall’erronea qualificazione del titolo edilizio necessario per giustificare la sospensione dell’efficacia dell’ordine di demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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