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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40500/2023 del 05/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello nella parte in cui è stata confermata l'ordine di demolizione delle opere abusive. Hanno dedotto violazione di legge (richiamando art. 31 d.P.R. 380/2001 e art. 157 c.p.) sul presupposto che l'ordine di demolizione presuppone una sentenza di condanna: poiché la Corte di appello ha dichiarato i reati estinti per prescrizione, non essendovi più una condanna, non poteva essere disposta la demolizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo relativo alla demolizione: ha annullato senza rinvio la parte della sentenza che ordinava la demolizione dell'opera abusiva. La Corte ha motivato che l'ordine di demolizione ha natura sanzionatoria/ablatoria accessoria e richiede la pronuncia di condanna (o equiparata); la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione non soddisfa tale presupposto. Inoltre è richiamato l'effetto di dissequestro e restituzione dell'immobile quando il reato si estingue per prescrizione e non sono configurabili alcune forme di confisca se non ne ricorrono i presupposti.

Norme richiamate

  • d.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell'Edilizia)

    art. 44; art. 31, comma 9

    L'art. 44 disciplina il reato di costruzione abusiva; l'art. 31 comma 9 viene interpretato dalla Corte nel senso che l'ordine di demolizione presuppone una sentenza di condanna, perciò non può essere mantenuto se il reato è estinto per prescrizione.

  • Codice penale

    Richiamato quando la Corte esclude la possibilità di applicare la confisca di cui all'art. 240 in assenza dei relativi presupposti nel caso di estinzione per prescrizione.

  • Codice di procedura penale

    La Corte ricorda che, ai sensi dell'art. 620 c.p.p., la Cassazione può provvedere direttamente alla revoca dell'ordine di demolizione senza necessità di rinvio.

  • Giurisprudenza della Cassazione

    varie pronunce (es. Sez. 3 n. 756/2010; Sez. 6 n. 44638/2013; ecc.)

    La giurisprudenza consolidata è richiamata per affermare il principio secondo cui la demolizione è accessoria alla condanna e non può essere ordinata quando il reato è estinto per prescrizione; inoltre indica le conseguenze sul dissequestro e sulla confisca.

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione derivante da procedimento penale presuppone una sentenza di condanna o equivalente: se il reato è estinto per prescrizione non può essere mantenuto.
  • La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione comporta, salvo casi particolari, il dissequestro e la restituzione dell'immobile sottoposto a sequestro preventivo.
  • La confisca obbligatoria è applicabile solo nei casi e con i presupposti espressamente previsti (es. lottizzazione abusiva); l'estinzione per prescrizione non giustifica automaticamente forme di confisca diverse.
  • La Cassazione può annullare senza rinvio l'ordine di demolizione ai sensi dell'art. 620 c.p.p., quindi il ricorrente può chiedere direttamente la revoca in Cassazione senza dover ottenere un nuovo giudizio di merito.
  • In situazioni analoghe conviene impugnare l'ordine di demolizione quando sia intervenuta prescrizione o altra causa estintiva della responsabilità penale, richiedendo anche il dissequestro e la restituzione dei beni.
  • È importante distinguere tra l'accertamento dei fatti (anche se rilevati) e la pronuncia di condanna: il mero accertamento che l'abuso è avvenuto non è sufficiente a sostenere l'ordine di demolizione se manca la condanna definitiva.

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