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Sentenza

Sentenza del 02/03/2018 n. 146 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata

Maggiori ricavi - Maggiore reddito - Appalto per mensa scolastica - Ente pubblico - Forte concorrenzialità - Illegittimità dell'avviso.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva accertato maggiori ricavi della società, ritenendo irregolare la contabilizzazione delle rimanenze e applicando una percentuale di ricarico del 3,34% sulle merci acquistate. Il maggior reddito era stato attribuito al socio unico quale reddito da capitale, sulla base della presunzione di distribuzione dei ricavi non contabilizzati. La società contestava sia la motivazione dell'avviso sia l'assenza di fondamento normativo nella ricostruzione delle rimanenze e riteneva irrealistica la percentuale di ricarico, evidenziando la forte concorrenzialità del settore degli appalti per le mense scolastiche e la necessità di praticare prezzi contenuti per ottenere contratti con enti pubblici soggetti a vincoli di contenimento della spesa.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale di Potenza ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato la sentenza di primo grado, che aveva accolto parzialmente i ricorsi della società e del socio, riducendo i maggiori ricavi accertati. Il giudice ha ritenuto legittimo valorizzare, sulla base dell'art. 115 c.p.c. e delle nozioni di comune esperienza, la forte concorrenza del settore e i vincoli di spesa degli enti pubblici. Non è stato esercitato un arbitrario potere equitativo per determinare l'imposta, ma è stata effettuata una valutazione degli elementi probatori disponibili e delle circostanze economiche concrete. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 15 del D.P.R. 600/1973

    La società ha sostenuto di aver rispettato le regole sulla rilevazione e classificazione delle rimanenze mediante il raggruppamento delle merci per categorie omogenee; l'Ufficio aveva invece contestato la contabilizzazione delle rimanenze.

  • Art. 39 del D.P.R. 600/1973

    La norma è stata invocata dall'Amministrazione finanziaria quale fondamento della ricostruzione induttiva o analitica-induttiva dei ricavi in presenza di irregolarità contabili.

  • Art. 115 c.p.c.

    Salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero, nonché i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita. Il giudice può tuttavia, senza bisogno di prova, porre a fondamento della decisione le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza.

    Il giudice può fondare la decisione sulle prove acquisite e su fatti notori o di comune esperienza, purché non sostituisca arbitrariamente la prova della pretesa. Nel caso concreto, la forte concorrenza nel settore delle mense scolastiche è stata considerata un elemento economico rilevante per valutare la plausibilità dei ricavi ricostruiti dall'Ufficio.

  • Artt. 1226 e 2056 c.c.

    Richiamati analogicamente insieme all'art. 115 c.p.c. per distinguere la valutazione giudiziale correttiva o integrativa da un vero giudizio di equità. Tale valutazione è ammessa quando la quantificazione precisa è obiettivamente impossibile o particolarmente difficile, ma non esonera dalla prova dell'esistenza del pregiudizio o dei fatti costitutivi della pretesa.

  • Art. 7-quater, comma 18, del D.L. 193/2016, convertito dalla L. 225/2016

    I termini di sospensione relativi alla procedura di accertamento con adesione si intendono cumulabili con il periodo di sospensione feriale dell'attività giurisdizionale.

    La disposizione consente di cumulare i novanta giorni di sospensione collegati alla procedura di accertamento con adesione con la sospensione feriale, rendendo tempestivo il ricorso proposto in primo grado.

Massime di principio

  • La ricostruzione presuntiva dei ricavi non può basarsi esclusivamente sull'applicazione astratta di una percentuale di ricarico: deve essere coerente con il settore economico, il tipo di clientela, le condizioni contrattuali e le concrete dinamiche concorrenziali.
  • Quando l'impresa opera tramite appalti pubblici caratterizzati da forte concorrenza e da procedure orientate al contenimento dei costi, margini di profitto ridotti possono essere economicamente plausibili e devono essere considerati nella valutazione dell'accertamento.
  • Il giudice tributario non può determinare liberamente l'imposta secondo equità, ma può ridimensionare la pretesa fiscale valutando le prove, i fatti non contestati e le nozioni di comune esperienza, soprattutto quando la ricostruzione dell'Ufficio non è analiticamente dimostrata.
  • L'Amministrazione finanziaria deve motivare adeguatamente il metodo di ricostruzione dei ricavi e dimostrare perché i parametri utilizzati siano concretamente applicabili alla specifica impresa; una percentuale di ricarico non adeguatamente riscontrata può essere ritenuta inattendibile.
  • La presunzione di distribuzione ai soci dei maggiori ricavi non contabilizzati segue le sorti dell'accertamento societario: se i maggiori ricavi vengono ridotti o non adeguatamente provati, anche il reddito imputato al socio deve essere conseguentemente rideterminato.
  • In presenza di una procedura di accertamento con adesione, il termine per ricorrere può beneficiare della sospensione di novanta giorni, cumulabile con la sospensione feriale nei casi previsti dalla legge.

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