Cassazione Penale, Sentenza n. 42656/2022 del 10/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che ha rigettato l'opposizione del ricorrente alla negazione dell'applicazione dell'indulto sulla pena di 1 anno di reclusione e 5.000 euro di multa inflitta con sentenza del 15/10/2015 per il reato di cui agli articoli 73, comma 1, e 80, comma 2, d.P.R. n. 309/1990, posto in continuazione con altra condanna irrevocabile. Il difensore ha dedotto difetto di motivazione, sostenendo che i giudici di merito non avrebbero affermato la sussistenza dell'aggravante e che il giudice di primo grado non si sarebbe espresso sulla stessa, mentre la Corte d'appello avrebbe escluso l'applicabilità dell'aggravante al reato-satellite. Il Procuratore generale ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza impugnata.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la sentenza di condanna comprendeva il riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309/1990. La Corte d'appello ha infatti osservato che il giudice di primo grado aveva pronunciato la condanna come aggravata e che l'imputato aveva impugnato "con limitato esclusivo riferimento alla ritenuta configurazione dell'aggravante". In caso di continuazione, l'aumento per il reato-satellite è determinato in funzione del reato più grave e gli elementi circostanziali del satellite sono considerati solo per adeguare l'incremento complessivo; ciò non equivale a un'esclusione dell'aggravante. Pertanto la presenza dell'aggravante rendeva l'indulto non applicabile. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 1
Riferimento al reato principale di detenzione/traffico di stupefacenti contestato nella sentenza che ha determinato la condanna.
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 80, comma 2
Aggravante contestata e ritenuta applicata dalla sentenza; la sua presenza è stata considerata ostativa all'applicazione dell'indulto anche se, nella determinazione dell'aumento per continuazione, l'aggravante non ha avuto rilievo autonomo sul calcolo del quantum per il reato-satellite.
Massime di principio
- La presenza di un'aggravante nella sentenza di condanna, anche se non esplicitamente valorizzata nel calcolo dell'aumento per effetto della continuazione, può essere ritenuta sufficiente a escludere benefici come l'indulto.
- In ipotesi di continuazione tra reati (continuazione esterna), i circostanzi elementi del reato-satellite vengono presi in considerazione soprattutto per adeguare l'aumento complessivo, mentre il confronto tra circostanze rileva prioritariamente rispetto al reato più grave; ciò non implica automaticamente che le aggravanti relative al satellite siano ignorate o cancellate.
- Contestazioni di difetto di motivazione devono valutare l'insieme del giudizio di merito: le pronunce di appello e il verbale d'udienza possono integrare o chiarire la motivazione e confermare l'esistenza di un'aggravante anche quando il primo giudice non l'abbia dettagliatamente esplicitata.
- Per opporsi efficacemente a un diniego di benefici (es. indulto) per presunta aggravante non applicata, la difesa dovrebbe dimostrare che l'aggravante non è stata affatto riconosciuta né in primo grado né in grado di appello, o che la sua applicazione è viziata da errori di diritto/non conformità ai criteri di attribuzione.
- Nelle impugnazioni successive è utile puntare su documenti e passaggi processuali (sentenze, verbali d'udienza, motivazioni d'appello) che chiariscano se e come l'aggravante è stata considerata, perché la Corte può fondare la decisione anche su ragioni ricavate dall'insieme del procedimento.
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